Maurizio Sarri tornerà in Italia e con il suo rientro sulla panchina della Juventus si tornerà a parlare plausibilmente di quel neologismo, "sarrismo", finito per essere oggetto di discussione sulla Treccani, il pilastro della lingua italiana. Qualche settimana fa avevamo spiegato come, con il probabile passaggio del tecnico toscano alla squadra più titolata in Italia, per il termine “sarrismo” si sarebbe aggiunto un nuovo capitolo, che ci parla di strategia nel gioco del calcio ma anche di identità, napoletana e non solo.

Da ieri, infatti, con l'ufficializzazione del tecnico ex Napoli ed ex Chelsea alla Vecchia Signora, sui social e non solo è scoppiato il putiferio. Soprattutto da parte dei supporter della squadra partenopea, infuriati per il tradimento di quello che per loro era stato molto di più di un allenatore, un comandante in capo. Che ora, con tutta la sua filosofia di gioco e di vita, passa agli odiati nemici di sempre. Motivo per cui, sul portale change.org, è partita una petizione per eliminare ogni riferimento alla napoletanità nel termine "sarrismo". In riferimento alla definizione di “sarrismo” sulla Treccani, termine coniato per definire lo stile di gioco e la personalità dell’ex tecnico del Napoli, c'è un passaggio in riferimento all'identità napoletana che è oggetto sul contendere, al centro della petizione:

La concezione del gioco del calcio propugnata dall’allenatore Maurizio Sarri, fondata sulla velocità e la propensione offensiva; per estensione, l’interpretazione della personalità di Sarri come espressione sanguigna dell’anima popolare della città di Napoli e del suo tifo.

Insomma, così come tutte le parole della lingua, anche il termine sarrismo, sarà costretto a evolversi e a cambiare pelle. A meno che di non voler separare il destino della parola dall'uomo che l'ha incarnata. Insomma, c'è il rischio che "sarrismo" possa diventare la parola con più breve vita nella nostra lingua. Il tempo di un cambio di casacca.