Malori al concerto di Jovanotti a Montesilvano: come il cambiamento climatico minaccia i grandi eventi dell’estate

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Jovanotti in concerto a Olbia - Michele Maikid Luganesi
Durante il concerto di Jovanotti a Montesilvano ci sono state 80 persone soccorse. Gli effetti del cambiamento climatico stanno creando molti problemi ai concerti: i temporali e le ondate di caldo sono problemi per i fan.

Durante il concerto di Jovanotti a Montesilvano ottanta persone hanno avuto bisogno dell'assistenza dei medici del 118 e sei di queste sono state trasportate in ospedale. L'entità dei malori era lieve e infatti i fan sono stati trattati sul posto, mentre chi è stato costretto a lasciare la venue del Jova Summer Party lo ha fatto per patologie cardiache, problematiche respiratorie di natura allergica e episodi sincopali. Nelle ore precedenti allo show, lo stesso cantante aveva scritto sui propri social di fare attenzione alle temperature alte che si stavano registrando in provincia di Pescara dove, per il dodicesimo giorno consecutivo, la giornata era da bollino rosso. E si era anche assicurato che ci fosse maggiore disponibilità di acqua nell'area concerto, per cercare di alleviare le condizioni del pubblico.

I problemi principali sono stati dovuti a lipotimie, cali di pressione, casi di disidratazione con debolezza, affaticamento e spossatezza legati al caldo e alla prolungata permanenza in piedi, ma anche crampi e attacchi d'ansia e panico a cui si sono aggiunti anche irritazioni oculari dovute a sabbia, polvere o sudore, disturbi gastrointestinali. Il caldo di queste settimane ha provocato disagi significativi in tutta Europa, soprattutto tra chi voleva godersi qualche concerto. Le temperature altissime hanno costretto alcuni festival a cancellare i concerti, ma l'estate è anche periodo di temporali improvvisi, dovuti alla forte energia sprigionata proprio dal calore.

Il problema dei concerti in estate

A luglio, uno degli appuntamenti più importanti, ovvero il concerto di Bad Bunny all'Ippodromo La Maura di Milano, ha visto la cancellazione della seconda data a causa di un temporale improvviso. Una tempesta che si è formata circa un'ora prima dell'inizio dello show, provocando una grandine con chicchi molto grossi, alcuni feriti e lo sgombero di 80 mila persone dall'area del concerto. È una delle sfide maggiori con cui la musica dovrà fare i conti nei prossimi anni, come ha detto a Fanpage il meteorologo Federico Brescia: "Più fa caldo, più c'è energia per i temporali e più questi saranno violenti. Fare dei concerti in ambienti dove non c'è un punto di riparo è rischiosissimo".

Festival cancellati a causa di maltempo e ondate di calore

Nelle scorse settimane alcuni festival europei sono stati cancellati del tutto o parzialmente a causa di fenomeni meteo estremi. Tra gli eventi che hanno subito le condizioni dovute al cambiamento climatico di questi anni ci sono il Solidays di Parigi, che è stato cancellato completamente a causa delle ondate di calore che hanno colpito la capitale francese a fine giugno, mentre il Defqon.1, nei Paesi Bassi, è stato interrotto dopo la prima giornata a causa delle temperature estreme. La Francia è stata particolarmente colpita, con il ridimensionamento del Garorock di Marmande, con alcune giornate cancellate per maltempo o calore, così come l'Europavox di Clermont-Ferrand che ha annullato una giornata a causa di forti temporali.

Il problema, quindi, è più ampio del semplice bisogno di idratarsi, che è comunque la base quando si decide di partecipare a un evento durante una giornata molto calda. Ma la causa principale, come sottolineava anche Brescia, è che se d'estate ti colpisce un temporale cadono chicchi di grandine che possono ferirti, mentre a gennaio al massimo ti prendi la pioggia, perché l'energia è minore: "Sembra sempre che l'estate sia la stagione migliore per i grandi eventi all'aperto, ma in realtà il rischio aumenta".

L'estate, inoltre, è il periodo in cui si concentrano i concerti e gli spettatori. Il presidente di Assoconcerti Bruno Sconocchia ha spiegato a Fanpage che tra giugno e luglio si concentra il 25% degli spettacoli, il 40% degli spettatori e il 47% della spesa nazionale, quasi metà del mercato, visto che si sfruttano gli spazi aperti. Il rischio è che questi eventi siano sempre più frequenti, e alcune strutture non sono pronte a dare riparo o sgomberare migliaia di persone in pochi minuti, in caso di fenomeni estremi e improvvisi. Ci sarebbe bisogno di un lavoro infrastrutturale importante e dell'identificazione di luoghi che non comportino pericoli. Bisognerebbe, insomma, ripensare alle modalità di organizzazione delle rassegne estive, adeguando le condizioni delle aree concerto alle nuove condizioni meteo.

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