Ludovico Sforza, detto "il Moro".
in foto: Ludovico Sforza, detto "il Moro".

In molti casi le parole del nostro dialetto risultano intraducibili, poiché racchiudono tutta una serie di significati che vanno al di là della semplice definizione che se ne può dare. Storia, cultura e folklore s’intrecciano nei vocabolari regionali restituendo l’immagine di una lingua estremamente creativa e curiosa: come nel caso dell’antico aggettivo “malnatt”, usato dai milanesi per indicare un individuo malvagio, poco raccomandabile, letteralmente “nato male”. Quello che non molti sanno è che questo termine ha una lunga storia che risale addirittura a Ludovico il Moro.

L’aggettivo, come molte parole proprie anche di altri dialetti, racchiude moltissime sfumature di significato che oggi sono state in parte abbandonate. Nato come un termine fortemente spregiativo, nei secoli il “malnatt” ha assunto quasi lo stesso ruolo dello “scugnizzo” napoletano: essere malnato è uno stile di vita, rappresentativo di una cultura popolare che non cede alla miseria ma si arrangia per ottenere un riscatto che probabilmente non avrà mai. È questo il senso del termine nella celebre canzone “Ma mi” scritta da Giorgio Strehler, ma in passato l’aggettivo era uno dei più ingiuriosi che si potessero attribuire a qualcuno.

I figli malnati di Ludovico il Moro

Pur essendo sposato con Beatrice d’Este Ludovico il Moro ebbe una lunga serie di amanti e di figli nati dalle sue avventure extraconiugali: sono sei i figli illegittimi che in seguito vennero legittimati dal duca per allargare il suo dominio. Fra questi Maddalena e Bianca Giovanna, che sposerà il signore di Bobbio, Leone, Cesare, Bona e Giovanni Paolo I Sforza, il più famoso, il quale legherà la famiglia Sforza a quella dei signori di Bologna. Il popolino, estremamente maligno, iniziò a chiamare con l’offensivo appellativo di “malnatt” tutti i figli illegittimi del loro signore, trasformando il termine in un vero e proprio marchio ingiurioso per tutti coloro che erano “nati bastardi”.

I malnatt delle Cinque giornate di Milano

Andando avanti con la storia, ritroviamo che questo termine, così offensivo, si lega in realtà ad un’altra importante parte di storia del nostro paese: siamo nel 1848, all’epoca delle cosiddette Cinque giornate di Milano. Fra i vari gruppi insurrezionali oltre ai mazziniani spiccano i democratici di Carlo Cattaneo: costoro, per ragioni di propaganda politica, vennero chiamati dai monarchici proprio “malnatt”. Rivoluzionari sì, ma dalla parte sbagliata.