Mahmood sarà ascoltato come testimone nel caso Tisci, accusato negli Usa di abusi sessuali

La causa civile che vede implicati lo stilista Riccardo Tisci e Patrick Cooper per accuse di abusi sessuali si è spostata in Italia e coinvolge formalmente anche Mahmood. Come svelato da Vanity Fair, il cantante, che non rientra nel registro degli indagati, sarà chiamato a rendere una testimonianza attraverso un interrogatorio di 64 domande, richiesto proprio dalla difesa dello stilista. Gli avvocati dello stesso hanno anche preteso la presenza di un traduttore ufficiale, la possibilità per i legali statunitensi di presenziare e l'autorizzazione a registrare l'intero esame tramite videoregistrazione o resoconto stenografico, così da poter acquisire il materiale e renderlo pienamente utilizzabile nel procedimento civile in corso a New York. La difesa del cantante ha impostato un impianto probatorio che lo scagionerebbe completamente.
Il caso Cooper Tisci si sposta in Italia: richiesta la testimonianza di Mahmood
Solo pochi mesi fa, il team legale di Tisci aveva avanzato una proposta formale affinché il cantante si presentasse in maniera volontaria per una deposizione negli Stati Uniti. Mahmood, in quella occasione, aveva esercitato il proprio diritto di rifiutare la deposizione, costringendo successivamente la difesa di Tisci a una nuova e complessa strategia legale, che ha coinvolto sia gli Stati Uniti, sia l'Italia. Il caso che riguarda Riccardo Tisci e Patrick Cooper è legato al deposito, lo scorso 30 aprile 2025, di una denuncia di 11 pagine da parte del cittadino americano nei confronti dello stilista. Le accuse formali mosse alla Corte Suprema dello Stato di New York includono aggressione sessuale, percosse, sequestro di persona e inflizione intenzionale di stress emotivo.
Secondo la ricostruzione dell'accusa, il 29 giugno 2024 Cooper e Tisci si incontrarono in un nightclub di Manhattan. Successivamente, il gruppo si spostò nel quartiere di East Harlem, presso un ristorante soul food denominato "2 Sisters 4 Brothers Restaurant & Lounge". Secondo l'accusa al tavolo erano presenti quattro persone: Patrick Cooper, Riccardo Tisci, un conoscente di nome Michael Alexander e un amico dello stilista, identificato successivamente come Mahmood.
Il racconto dell'accusa e l'alterazione del drink
L'accusa sostiene che Cooper, all'interno del locale, avesse sorseggiato un drink e che, dopo averlo consumato, avesse avuto una perdita di memoria. Il racconto di Cooper evidenzia la possibilità dell'alterazione del drink, specificando che avrebbe avuto una perdita di coscienza in una finestra di circa 15 minuti, proprio mentre il suo amico Michael Alexander era temporaneamente uscito dal locale. Il querelante sostiene di aver ripreso conoscenza solo il mattino dopo, all'interno dell'appartamento di Tisci, situato nel quartiere di SoHo, a Lower Manhattan. Cooper afferma di essersi ritrovato completamente nudo, con lo stilista nudo accanto a lui intento a baciarlo, e di aver subito un'aggressione sessuale.
La reazione dello stilista nei confronti dell'accusa di Cooper è affidata a un comunicato stampa, in cui Tisci definisce le accuse "categoricamente non vere, false e maliziose". A oltre due anni dalla notte dei presunti fatti, il nome di Mahmood compare, come anticipato dal giornalista francese Louis Pisano, tra i testimoni dell'incontro tra Tisci e Cooper. Nella ricostruzione, infatti, Cooper afferma di essere stato introdotto a Riccardo Tisci tramite l'amico Michael Alexander, e sottolinea come lo stilista fosse a sua volta accompagnato da un proprio conoscente.
Lo stesso Cooper avrebbe dichiarato di aver ricevuto l'unico drink consumato, quello che avrebbe alterato la sua percezione, durante la serata, proprio dal cantante italiano. Viene infatti ipotizzato che l'alterazione sia stata opera diretta di Riccardo Tisci oppure dello stesso Mahmood, il quale avrebbe agito seguendo le istruzioni dello stilista. Un'ipotesi che Cooper basa sul fatto che, prima della consegna del drink, Tisci e Mahmood avrebbero conversato tra loro in italiano, lingua che né l'attore né l'amico Alexander comprendevano.
La difesa di Tisci e l'invocazione all'Aia per l'assunzione di prove all'estero
Dopo aver rinunciato inizialmente a comparire spontaneamente davanti a una corte negli Stati Uniti, il team difensivo di Tisci ha depositato un nuovo memorandum presso il tribunale federale del Distretto Sud di New York. Attraverso questo documento, la difesa ha richiesto formalmente l'invocazione della Convenzione dell'Aia sull'assunzione delle prove all'estero. Con questo meccanismo giuridico, l'autorità giudiziaria di uno Stato può richiedere a un paese straniero di raccogliere una testimonianza formale sul proprio territorio. Dopo un iniziale diniego, l'istanza del corpo legale dello stilista è stata accolta dalla magistratura americana, con il giudice federale incaricato, Lewis A. Kaplan, che ha autorizzato l'emissione di una lettera rogatoria internazionale.
Adesso il Ministero della giustizia dovrà verificare la conformità della richiesta americana e, nel caso sia accolta, gli atti passeranno alla Corte d'Appello competente, che avrà il compito di emettere un decreto di citazione nei confronti del cantante italiano, fissando la data dell'interrogatorio. Come anticipato anche dalla comunicazione dell'artista riportata dal Fatto Quotidiano, Mahmood sta affrontando l'imminente convocazione in tribunale con assoluta serenità. In questo senso, la difesa di Mahmood avrebbe predisposto un impianto probatorio su due tracce digitali, che ricostruirebbero gli spostamenti di Mahmood la sera del 29 giugno, comprovando la sua totale estraneità ai fatti.
Le tracce digitali che estranierebbero Mahmood dalla vicenda Cooper Tisci
Il primo è l'intero archivio di messaggi del suo telefono cellulare, dal quale, viene precisato, non è stato cancellato alcun dato. Il secondo, più importante, è la ricevuta elettronica di una corsa effettuata tramite il servizio di trasporto automobilistico privato Uber. Questa traccia digitale dimostrerebbe il rientro del cantante nel proprio albergo in un orario precedente, ma soprattutto lontano dall'appartamento di SoHo dove, secondo l'accusa, si sarebbero consumate le violenze.