La “vita in transenna” dei fan di Ultimo a Tor Vergata: dieci giorni in tenda sfidando il caldo che non dà tregua

"Siamo solo noi", direbbero i fan di Vasco, che di "vita in transenna" ne sanno qualcosa. Oggi il verso di quella canzone che ha segnato una generazione si sposa perfettamente con lo spirito dei fan di Ultimo, in trepida attesa del concertone previsto per il 4 luglio a Tor Vergata. Un evento – intitolato "Una favola per sempre" – che promette di consacrare il cantautore romano nel gotha del cantautorato nazionalpopolare. 250 mila biglietti venduti in tre ore per il sold out più imponente della storia della musica italiana.
Cos'è la vita in transenna dei fan di Ultimo
Non una semplice fila ad un varco, ma un'esperienza totalizzante che alla lunga diventa uno stile di vita. Si comincia da adolescenti, partecipando al primo concerto, magari in tribuna o nel parterre, per poi spostarsi sempre più avanti, sempre più vicino al palco, fino ad arrivare al pit, al ring, quell'area transennata immediatamente sotto il palco, riservata a un numero limitato di spettatori che per accedervi sono disposti a pagare di più o a mettersi in file giorni prima dell'evento.
Un concerto visto dal pit è un'esperienza completamente diversa da tutte le altre, perché il rapporto con l'artista diventa personale: "Nel momento in cui il tuo sguardo si incrocia con quello del cantante – spiega Mirko, uno dei fan di Ultimo accampati a Tor Vergata – capisci che tutti i sacrifici che hai fatto per arrivare a vedere il concerto in transenna hanno un senso. In quel momento, le emozioni che prova lui sono le stesse che proviamo noi, è come se ci fosse un abbraccio tra di noi".
Al contrario di quanto molti sostengono, i fan che ho conosciuto a Tor Vergata sono molto organizzati. Da mesi hanno affittato case e prenotato alberghi, dove durante la giornata vanno a lavarsi e cambiarsi per poi tornare in fila al varco. Esplorano il territorio, individuano dove acquistare il cibo, dove procurarsi acqua e tutto il necessario per "resistere" al caldo e alla noia, anche se ogni giorno arrivano fan nuovi da conoscere e con cui stare in compagnia.
Tor Vergata, il concerto della vita
Per ognuno dei fan che ho intervistato, il concerto del 4 luglio è il concerto della vita, quello che contraddistinguerà la loro generazione. "Quando tornerò a casa – spiega una fan – avrò un ricordo che non dimenticherò mai. La cosa più emozionante sarà sentire quelle 250 mila persone, già a San Siro abbiamo provato un'emozione incredibile a cantare tutti insieme, ma farlo insieme a tutte quelle persone sarà un'emozione indescrivibile. Saremo anche molto emozionati per lui, per Ultimo, del quale saremo fieri, perché il suo percorso è un po' anche il nostro che lo accompagniamo da quando ha iniziato la sua carriera, per noi questo evento è un traguardo collettivo, un cerchio che si chiude.
Ultimo "uno di noi"
"Niccolò è un ragazzo come noi – dice Mirko – l'altro giorno, dopo le prove, si è avvicinato a me che lo aspettavo da ore sotto al sole. Mi ha stretto la mano e mi ha fatto un autografo. Sono riuscito a dirgli solo che gli voglio bene e a ringraziarlo. Alla fine sono queste le cose che contano e che racchiudono tutto. Ultimo è una persona molto umile, non si è mai montato la testa e non lo farà nemmeno dopo questo concerto. Quando saremo davanti a lui cercheremo ancora una volta di caricarlo, di farlo emozionare almeno quanto lui fa emozionare noi".
"Se ascolto una canzone – spiega Andrea – e questa canzone mi fa emozionare, magari mi fa piangere, vuol dire che in qualche modo parla di me, di quello che ho vissuto, di quello che sento ma che non so dire. Lì capisci che quella canzone è importante, che quell'artista è importante. Spesso è anche un tabù parlare di solitudine o di depressione, però sono cose che tanta gente vive e di cui tanta gente non ha il coraggio di parlare, quindi trovo importante ritrovarsi in qualcosa e sapere di non essere più soli".