La storia di Come mai, la canzone degli 883 destinata a Massimo Ranieri che la rifiutò
"Come mai" è una delle canzoni simbolo degli 883, firmata sia da Max Pezzali che da Mauro Repetto, è al centro delle due stagioni della serie "La leggendaria storia degli 883" diretta da Sydney Sibilia. È il brano con cui termina la prima stagione e comincia la seconda: pubblicato nel 1993 come terzo singolo dell'album "Nord sud ovest est" dopo "Sei un mito" e la title track. Era una mosca bianca all'interno della discografia della band, più melodica rispetto ad altre canzoni del gruppo e per questo non amata, almeno all'inizio, da Pezzali. Ma la storia di "Come mai" ha un percorso articolato, come altre canzoni del duo che ha scritto la storia del pop italiano e che anche a 35 anni di distanza dall'esordio continuano a costruire l'immaginario di una generazione.
Nella serie "Come mai" è il brano che Max scrive per Silvia e in una fase embrionale la fa ascoltare a Repetto, che però rimane perplesso perché non saprebbe come ballarla sul palco. La canzone nacque quando Repetto trovò un contatto in Warner fingendosi amico del direttore d’orchestra di un programma presentato da Raffaella Carrà. Il discografico gli fa firmare un contratto capestro da autori, come lo definisce lo stesso cantante nella sua autobiografia, che comporta la scrittura di venti canzoni all'anno. Quando gli viene chiesto di comporre delle canzoni per Massimo Ranieri da portare a Sanremo, nasce "Come mai": "È molto tradizionale, forse troppo per i nostri gusti. Il burocrate diceva che forse saremmo riusciti ad andare a Sanremo, ma a noi l’idea non entusiasmava troppo. Venivamo dal rap, avevamo quell’integralismo che è tipico dell’adolescenza. Volevamo sfondare unendo rap e rock, Sanremo era roba da vecchi".
Un compromesso arriva quando ascoltano "Never Say Goodbye" dei Bon Jovi: "Con questa canzone in testa e come riferimento diamo vita a Come mai. Piano e violini come se piovesse". Cercano anche a campionare un frammento di chitarra di Richie Sambora ma non riescono, così la chiudono in maniera classica. Anzi, in realtà nella versione originale la chiusura è strumentale, mentre successivamente il brano viene chiuso con la ripetizione del ritornello.
La canzone racconta di un innamoramento improvviso che sconvolge e mette in crisi l'immagine che avevamo di noi stessi. "Gli amici se sapessero che sono proprio io, pensare che credevano che fossi quasi un Dio, perché non mi fermavo mai, nessuna storia inutile" canta Pezzali, dopo aver raccontato quanto sia travolto dall'innamoramento. Seguire la persona amata per vedere dove va, "la quotidiana guerra con la razionalità", notti intere ad aspettarla: "E poi, all'improvviso, sei arrivata tu. Non so chi l'ha deciso, m'hai preso sempre più". Repetto racconta che l'incipit del pezzo nasce evocando le notti sue e di Pezzali che non finivano mai: "A volte lo accompagnavo a casa e nessuno aveva davvero voglia di andare a dormire. Speravamo che quelle notti non finissero mai. Eravamo entrambi innamorati".
Quella canzone, che al discografico non piacque, sarebbe comunque finita sul tavolo di Massimo Ranieri e del suo entourage, insieme a "Finalmente tu" e "Canzone d’amore". Repetto, però, non sa se il discografico le abbia mai effettivamente proposte al cantante: "Se l’ha fatto, a Massimo Ranieri non sono piaciute. Comunque sia, sappiate che quei tre brani che poi hanno scritto la storia degli 883 li avevamo composti per lui". Nata per un Sanremo a cui gli 883 non aspiravano, "Come mai" è diventata uno dei loro brani più amati, trasformando un innamoramento inaspettato in una storia in cui un'intera generazione ha continuato a riconoscersi.