L’abbraccio di Max Pezzali e Mauro Repetto dopo la distanza: 30 anni di 883 e amicizia senza mai litigare

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Abbraccio tra Max Pezzali e Mauro Repetto
L’abbraccio tra Max Pezzali e Mauro Repetto alla presentazione della seconda stagione della serie sugli 883 ha riacceso la nostalgia tra i fan che hanno assistito, negli anni, a una storia di amicizia tra alti e bassi ma senza litigi.

Il riavvicinamento tra Max Pezzali e Mauro Repetto è arrivato qualche anno fa, ma fa sempre uno strano effetto rivederli insieme, sorridenti, sullo stesso palco. È successo a Milano per la presentazione della seconda stagione della serie sulla band che hanno fondato, girata da Sydney Sibilla, "Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883". I due artisti di Pavia sono diventati un pezzo della storia pop di Italia, scrivendo e cantando canzoni che hanno raccontato la provincia italiana e i sogni e le angosce dei ragazzi che la vivevano e la vivono. Perché le canzoni degli 883 sono ancora amate, ascoltate e cantate e si sono universalizzate, come sanno fare solo i brani che intercettano un sentimento che attraversa le generazioni e dagli anni 80 è arrivata fino a noi.

Quella tra Pezzali e Repetto è la storia di una fortissima amicizia che si è trasformata in un'avventura lavorativa e che a un certo punto ha spinto uno dei due a voler uscire da un personaggio, cercando il vero sé altrove, lontano dalle luci della ribalta. In mezzo ci sono stati silenzi, chilometri di distanza e anche un contenzioso legale che ha coinvolto altri protagonisti di questa storia, come Claudio Cecchetto e Pierpaolo Peroni, finché il tempo non rimette tutto nella giusta distanza, dà alle cose un nuovo senso. Perché si cresce, si rileggono certi avvenimenti con un'altra lente e si capisce che la vita è fatta di tante sfaccettature e ciò che valeva anni fa, oggi lo possiamo dimenticare.

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Max Pezzali e Mauro Repetto alla presentazione sulla serie sugli 883

Repetto ha raccontato che i due non hanno mai litigato: si sono semplicemente allontanati, le loro vite hanno preso strade diverse, per qualche anno non si sono parlati, ma più volte si sono incrociati sui palchi. Ma è soprattutto negli ultimi anni che, anche pubblicamente, i rapporti si sono riallacciati: è successo nel 2022, quando Pezzali invitò Repetto sul palco dello stadio San Siro durante un suo concerto. Quello è stato il momento in cui Repetto ha ripreso definitivamente in mano il racconto della storia che lo riguardava, riportando fisicamente e simbolicamente la sua storia dalla Francia all'Italia. Un altro punto di svolta è arrivato con la sua autobiografia "Hanno ucciso l'uomo ragno".

Repetto lascia gli 883 nel momento della loro massima popolarità, lasciando incompiuto anche il lavoro su una delle loro canzoni simbolo, "Gli anni", che non firmerà perché portata a termine solo da Pezzali. "Non sono sceso da una giostra perché non mi piaceva più, ma sono andato verso una giostra che mi piaceva ancora di più – ha detto in un'intervista a Fanpage -: non è stato quindi lasciare qualcosa o sminuire la mia passione, è stato un aumentare a un certo momento la mia passione verso un'altra sirena che mi chiamava". Nonostante Repetto sia stato il motore della band e anche il co-autore delle canzoni, a un certo punto era soprattutto ricordato come il ballerino della band, una cosa che a un certo punto prese il sopravvento e forse anche emotivamente era qualcosa non più sopportabile.

Repetto se ne va, parte prima per gli Stati Uniti alla ricerca della modella per cui aveva perso la testa e poi dopo varie peripezie trova la sua casa a Parigi, lavorando a Disneyland. Pezzali rimane solo a portare avanti l'eredità della band e ci riesce, finché non decide di chiudere quel capitolo e aprirne un altro fortunato, quello da solista. Per un paio di anni non si sentono, poi ricominciano i contatti, ma di Repetto in Italia si perdono le tracce. E cominciano anche a girare voci sui suoi lavori al parco di divertimenti francese dove comincia lavorando come cowboy e poi assumendo un ruolo dirigenziale, diventando event executive per Walt Disney Company.

Entrambi hanno raccontato questa amicizia come un rapporto che a un certo punto si è allentato, ma senza alcuna frizione. Anzi, Pezzali dice che senza Repetto probabilmente sarebbe ancora a casa con i suoi genitori. Nelle interviste, inoltre, ha sempre ribadito il ruolo creativo dell'amico, nonostante ci fosse chi ancora lo relegava al "biondino" degli 883. L'amicizia non si incrina neanche quando il nome degli 883 diventa protagonista di un contenzioso legale. Nel 2024 il Comune di Pavia vuole assegnare un premio cittadino, il Sansirino, a Repetto, ma i legali di Pezzali diffidano il Comunedall'utilizzare il nome 883 in relazione al riconoscimento, sostenendo la posizione del loro assistito come colui che ha portato avanti il progetto della band. Sullo sfondo c'è soprattutto una causa in corso che coinvolge una società riconducibile a Cecchetto e Peroni. Pezzali intervenne subito per spegnere qualsiasi polemica, sottolineando come l'amicizia con Repetto sia indistruttibile.

L'abbraccio durante la presentazione milanese, quindi, non è che la continuazione di questo rapporto di amicizia che vive nuove fasi, come la canzone "Le Ali" di Pezzali. I due si sono abbracciati in platea davanti alla sala piena e poi sono saliti sorridenti sul palco: "Trent'anni fa non avremmo neanche pensato di esserci trent'anni dopo. Se qualcuno allora ci avesse detto che la gente si sarebbe ancora ricordata di quello che avevamo fatto, sarebbe stato assolutamente inconcepibile" ha detto Pezzali. "Abbiamo scoperto cose di noi stessi che non sapevamo. È una forma di psicoterapia" ha concluso, riaccendendo quell'effetto nostalgia che ha accompagnato anche i suoi ultimi concerti.

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