Quando Mauro Repetto si mise a fare il cowboy a Disneyland per ricominciare dopo gli 883
"Ma noi che cowboy siamo?" chiede Mauro Repetto a Max Pezzali nel quinto episodio della seconda stagione di "Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883″. Quella domanda gli era stata posta qualche minuto prima da Carlo Lucarelli, scelto per scrivere le sceneggiature dei loro prossimi videoclip. Li vedremo con il cappello da cowboy nel deserto americano di "Nord Sud Ovest Est", dove girano con una Cadillac cabrio rossa, ma anche in "Come mai", per esempio, in un momento che sarebbe stato premonitore almeno per Repetto. È noto, infatti, che qualche anno dopo, quando aveva già messo fine alla sua esperienza con la band, avrebbe coperto quel ruolo, per poco tempo, a Disneyland Paris.
La serie è ancora un po' indietro rispetto a questo aneddoto. Repetto, infatti, sarebbe prima fuggito negli Stati Uniti e successivamente sarebbe tornato a Parigi, cercando di rallentare e tornare a un anonimato che gli avrebbe permesso di scrollarsi di dosso le aspettative e le domande dei curiosi. Presentò un curriculum in cui indicava la laurea in Lettere, la passione per la musica e la letteratura e la sua precedente esperienza lavorativa come impiegato alla Warner. E viene assunto. Nella sua autobiografia racconta: "Nei primi sei mesi lavoro a Frontierland vestito da cowboy, da fantasma alla Phantom Manor o da marinaio alla Thunder Mesa Riverboat Landing, vicino alla Mark Twain e alla Molly Brown, le due barche che solcano il Mississippi nel parco giochi di Disney".
In un'intervista a Fanpage disse: "Ricominciare da zero, vestito da cowboy – che è meno di Pippo o comunque come Pippo -, mi ha permesso veramente di avere tutta l'energia tesa a cercare nuove ragazze, nuovi riferimenti, nuovi bar, nuove storie, nuovi momenti nel mio quartiere di Bastille, dove abitavo e dove abito ancora adesso a Parigi". Repetto sottolinea spesso come abbia ricominciato da zero, dall'ultimo gradino possibile. Il cowboy, nella gerarchia di Disneyland, era più in basso di Pippo e Topolino che alcune leggende metropolitane volevano come ruoli che avesse svolto: "Non che ci sia niente di male. Anzi. Il mio ruolo è, nella scala sociale, ancora più basso. In Francia si chiama SMIC, termine che indica il minimo sindacale che puoi corrispondere a un lavoratore".
Il suo lavoro, oltre a fare il cowboy, lo portava a controllare che le giostre funzionassero al meglio e correva avanti e indietro per assicurarsi che non ci fossero intoppi. Eppure Repetto lo racconta come uno dei momenti più felici della sua carriera. Aveva toccato il massimo del successo ma non era mai contento: "Nessuno sa chi sono. Non devo giustificare, spiegare, paragonare. Non devo dimostrare niente", ma soprattutto in Francia non è il biondino degli 883, quello che balla, quello che è scappato, quello che si è messo a cantare le canzoni dei Bon Jovi al posto delle sue, ma è solo Mauro Repetto: "Questo non esistere agli occhi del mondo mi ricorda che sono vivo". E da cowboy è diventato un dirigente del gruppo, proprio quando il vicedirettore del parco capì chi era, promuovendolo.