La storia di come Max Pezzali diventò il cantante degli 883 prendendo il posto di Mauro Repetto
Che il cantante degli 883 sia Max Pezzali è una di quelle verità inconfutabili. Lui cantava e Mauro Repetto ballava sul palco, accompagnandolo. Un ruolo che lo ha ingabbiato per anni, facendo perdere il focus sul fatto che Repetto sia stato l'anima e il fondatore della band, co-autore delle loro canzoni e colui che si spendeva continuamente per cercare contatti e contratti con la discografia italiana. Ma all'inizio Repetto era anche colui che cantava le canzoni embrionali della band, come spiega lui stesso nella sua autobiografia. E fu lui a scegliere di farsi da parte e lasciare la scena all'amico, facendo sì che la storia della band prendesse una direzione diversa.
Questa idea arriva prima come un'epifania mentre stavano scrivendo quella che sarebbe diventata "Finalmente tu", inizialmente intitolata "Mon doux cœur", pensata, insieme a "Come mai" e "Una canzone d'amore" per essere eseguite da Massimo Ranieri sul palco del Festival di Sanremo. Mentre cercano di trovare una quadra a questo brano, infatti, Pezzali lavora sulla tastiera e tira fuori la melodia, è un momento in cui è come se cadesse in trance e cominciasse anche a cantare la melodia: "Ho una folgorazione. È lui che deve cantare le nostre canzoni, non io. Sono estasiato. Gli dico che è meglio di Frank Sinatra" dice Repetto che riceve una risposta piccata dall'amico: "Se mi devi prendere per il culo, anche no". Pezzali, infatti, non ha mai cantato in vita sua, ma Repetto ormai è convinto.
Questo cambio di prospettiva porterà, successivamente, a una serie di scelte che costringeranno Repetto in un angolo. Ma questo ancora nessuno lo sa, per il momento gli 883 sono solo due ragazzi in cerca di qualcuno che prenda seriamente la loro musica e i loro racconti di provincia. In realtà non era la prima volta che questa suggestione prendeva spazio, qualche anno prima, mentre scrivevano "Nella notte" è sempre Repetto a intonarla, cercando di imitare Raf. Ma durante un viaggio in auto, Radio Deejay manda "Together Forever" di Rick Astley e Pezzali comincia a cantarla, suggerendo all'amico che la loro canzone dovrebbe cantarla in quel modo. "Si apre una ferita – scrive Repetto -. Max l’aveva detto nel modo migliore possibile, in amicizia, senza cattiveria. Non era nemmeno una critica, era un semplice suggerimento. Non metteva minimamente in dubbio il fatto che fossi io il cantante. A lui non interessava. Mi stava solo dando un consiglio. Però, capisco che ha ragione".
Nessuno dei due ha mai preso lezioni di canto e i due non sanno come muovere la voce, ma in quel momento Repetto capisce che non sa cantare, che anche Pezzali è migliore di lui, ma per ora quel pensiero rimane nella sua testa. Un giorno sono in studio a cantare "Non me la menare", Repetto la pensa per due voci ma la sua parte non funziona, c'è un piccolo scazzo tra i due cantanti, ma alla fine la canzone sarà incisa solo da Pezzali: "Mi sono reso conto una volta per tutte, in maniera inequivocabile, che io non so cantare come Max, che questo è il mio sogno più di quanto sia il suo, ma che la guida deve essere lui, perché è molto più bravo di me". Davanti al microfono deve starci Pezzali, Repetto resta a capo dell'organizzazione, è un rullo compressore, ma anche questa cosa cambierà quando arriverà il successo.
Pezzali è l'unico cantante della band. E Repetto cosa farà? Lo scoprirà al Festival di Castrocaro 1992. Repetto avrebbe dovuto fingere di suonare la chitarra, che non sapeva suonare, ma poco prima di salire sul palco decide che non può, che qualcuno se ne sarebbe accorto e il risultato sarebbe stato peggiore. Lì nasce l'idea del ballo o, almeno, così la racconta Repetto: "Penso a Janet Jackson, alle ballerine dei suoi video, alle coreografie perfette. E mi dico: Mauro, lascia la chitarra in camerino e prova a ballare. Non lo sai fare, ma cerca di riprodurre quei movimenti che hai visto fare mille volte. Sali sul palco e balla". Nonostante negli anni si sia raccontato che fosse stato Cecchetto a convincerlo, Repetto se ne assume tutte le responsabilità: "Cercavo un ruolo e, ingenuamente, ho pensato che quello potesse essere adatto a me". Così nasce il ballerino degli 883, il cantante, invece, era già stato scelto.