Un Rapporto Invalsi che suona come una sentenza sul livello dell'inglese dei nostri studenti, uno dei problemi più drammatici della scuola italiana. Solo uno studente su tre, infatti, dopo 13 anni di scuola capisce ciò che ascolta, mentre uno su due se la cava nella prova di lettura. Addirittura uno su quattro non raggiunge il livello B1, cioè si posiziona a un livello di competenza molto basso dopo 13 anni di istruzione. Per la prima volta, infatti, è stata effettuata una verifica sulla lingua straniera in quinta superiore e i dati venuti fuori dal Rapporto Invalsi (che oggi si presenta alla Camera dei Deputati) è sconcertante.

Al Sud va peggio con l'inglese a scuola

In lettura, infatti, il livello B2 è raggiunto dal 51,8% degli studenti, mentre nella prova di ascolto va molto peggio, qui il B2 è raggiunto da solo il 35% dei maturandi. Poco più del 25% raggiunge il livello B1, come detto. Va ancora peggio al Sud, dove quasi un ragazzo su cinque non arriva al B1: è la situazione di Calabria, Sicilia e Sardegna.

Studenti veneti al top con l'inglese

La regione del Nord con le migliori performance è il Veneto, dove la percentuale di ragazzi che non raggiunge il livello B1 è il 10,9%. A confronto, la situazione delle regioni meridionali è devastante: Campania 41,7%, Calabria 47,7%, Sicilia 46,7% e Sardegna 40,8%, a fronte del 10,9% del Veneto. La regionalizzazione della scuola è nei fatti. Dal punto di vista didattico, il rapporto Invalsi, permette di comprendere una questione importante che consentirà di migliorare l'insegnamento della lingua inglese: dato il notevole scarto tra gli esiti della prova di lettura (reading) e quelli della prova di ascolto (listening), è molto probabile – fa notare il rapporto – a una prevalenza di una didattica maggiormente legata alla frequentazione dei testi scritti.