Fango sulla Sicilia dai media britannici per Dua Lipa: “Matrimonio nel covo della mafia”, Schifani insorge

Il matrimonio tra Dua Lipa e l'attore Callum Turner diventa un caso politico. A scatenare la reazione del governatore della Sicilia, Renato Schifani, sono stati i titoli del Telegraph e del Sun, che hanno associato la zona del ricevimento alla criminalità organizzata. Inizialmente, la prima testata aveva addirittura definito l'area come "il covo della mafia", inserendo la parola "ex" solo dopo le proteste.
A rincarare la dose ci ha pensato poi il Sun, che ha cavalcato lo stesso filone narrativo intitolando un servizio: "Sole, mare e sopranos, il passato brutale dell'isola amato dalle star". Più che le parole, a far discutere in questo caso è stata la scelta visiva: l'articolo è stato infatti accompagnato da un fotomontaggio che affianca ai volti della coppia le immagini simbolo della stagione più buia dell'isola. Da un lato lo squarcio della strage di Capaci, dall'altro lo scatto che immortala l'arresto di Giovanni Brusca, uno dei killer più spietati nella storia di Cosa Nostra.
La reazione di Schifani: "Enorme danno d'immagine"
Dopo la pubblicazione degli articoli, il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, è intervenuto per condannare la scelta editoriale. Il governatore ha preso atto della correzione del Telegraph, che ha sostituito il riferimento iniziale con l'espressione "ex covo della mafia". Ciò nonostante, ha sottolineato come il danno d'immagine arrecato alla Sicilia e ai suoi cittadini resti "enorme":
Ancora una volta la nostra terra è stata associata a uno stereotipo che non la rappresenta e che ignora decenni di sacrifici, di lotta alla criminalità organizzata e di riscatto civile, culturale ed economico.
La rivolta di Palermo e Bagheria contro le nozze
Allo scontro diplomatico si somma la polemica interna per la gestione dell'ordine pubblico a Palermo e Bagheria, luoghi scelti da Dua Lipa per le nozze, con dinamiche che ricordano le recenti contestazioni scoppiate a Venezia in occasione del matrimonio di Jeff Bezos. I cittadini protestano contro la tendenza dei grandi patrimoni privati a "comprare" e paralizzare interi centri storici. Nelle zone centrali di Palermo sono comparsi decine di manifesti e volantini bilingui firmati dall'assemblea Apro Palermo. Gli slogan sui muri recitano: "La nostra piazza non è il tuo salotto" e "Palermo non è in affitto".

A far discutere sono soprattutto le regole imposte a chi abita nei pressi di Palazzo Gangi e della Galleria d'Arte Moderna (Gam), quest'ultima interamente chiusa al pubblico per l'evento. L'ordinanza ha azzerato il transito pedonale e veicolare in piazze nevralgiche come Piazza Sant’Anna e Piazza Croce dei Vespri. Inoltre, la produzione ha imposto ai residenti la firma di un accordo legale di riservatezza (NDA) che vieta di pubblicare sui social network foto o video della cerimonia ripresi dalle proprie finestre. Agli abitanti è stato persino richiesto di comunicare in anticipo alle autorità il numero esatto di persone presenti all'interno delle case private durante i giorni dei festeggiamenti.
La paralisi coinvolge anche il comune di Bagheria, dove i divieti assoluti di sosta e transito in vie principali come Corso Umberto e Via Sturzo rimarranno in vigore per cinque giorni consecutivi, fino a lunedì 8 giugno. Una blindatura totale che ha spinto commercianti e residenti a contestare apertamente la scelta delle amministrazioni locali.