Antonio Scurati ha vinto la 73° edizione del Premio Strega con "M. Il figlio del secolo", edito da Bompiani.
in foto: Antonio Scurati ha vinto la 73° edizione del Premio Strega con "M. Il figlio del secolo", edito da Bompiani.

Antonio Scurati ha vinto la 73° edizione del Premio Strega: favorito dalla critica e dal pubblico, il suo romanzo “M. Il figlio del secolo” ha sbaragliato gli altri libri finalisti. Già dall'annuncio della cinquina finalista il suo libro è balzato al centro dell’interesse generale per la straordinaria originalità con la quale ha saputo raccontare anni difficili come quelli del fascismo. Ma prima di “M. Il figlio del secolo” Antonio Scurati aveva già collezionato una lunga serie di successi letterari, affiancando alla sua attività di scrittore quella di docente universitario: ecco chi è il vincitore del Premio Strega 2019.

Antonio Scurati: le origini napoletane e la carriera universitaria

Antonio Scurati nasce a Napoli, ma da anni vive a Milano, dove insegna Letterature Contemporanee alla IULM. La sua carriera letteraria inizia nel 2002, ma Scurati non abbandonerà mai l’attività di studio e ricerca: dopo essere stato a capo del Gruppo di Ricerca sui Linguaggi della Guerra e della Violenza dell’Università di Bergamo ha pubblicato una serie di saggi, fra i quali “Guerra. Narrazioni e culture nella tradizione occidentale” nel 2003 e “Gli anni che non stiamo vivendo”, nel 2010.

I romanzi di Scurati: l’incontro fra Storia e Letteratura

L’interesse per tematiche attuali come quella della comunicazione di massa e delle scienze sociali permeano tutta la sua produzione letteraria, non solo i saggi: è molto spesso a partire dalla Storia, infatti, che Scurati costruisce i suoi racconti e i suoi personaggi, documentando con rigore storiografico ogni aspetto delle vicende. Una vera e propria sperimentazione, che egli stesso ha definito come un rapporto “agonistico, non antagonistico, con la cultura pop: la cultura di massa egemone è un nemico da battere sul suo stesso terreno, facendo in maniera più potente ciò che fa lei stessa”.

Dal Risorgimento e dal clima culturale romantico prende ispirazione per “Una storia romantica”, dipingendo un affresco amoroso fra i due protagonisti sullo sfondo delle Cinque Giornate di Milano e delle guerre d’indipendenza. Dall'esperienza della Resistenza e da Leone Ginzburg evoca una storia fatta di coraggio e determinazione, in “Il tempo migliore della nostra vita”, e dal futuro, contaminato dalle contraddizioni del presente che stiamo vivendo, Scurati crea il mondo distopico di “La seconda mezzanotte”. Con il romanzo vincitore del Premio Strega lo scrittore napoletano continua a viaggiare sui binari paralleli della fantasia e della Storia: stavolta, parlando degli anni più bui che il nostro Paese abbia mai visto.

Da Campiello allo Strega: i libri premiati

Con i suoi romanzi Antonio Scurati ha collezionato una lunga serie di vittorie ai più prestigiosi concorsi letterari del Paese. “Il rumore sordo della battaglia” segna il suo esordio letterario: un esordio pluripremiato, vincitore del premio Edoardo Kihlgren Opera Prima, del premio Fregene e del premio Chianciano. Tre anni dopo, nel 2005, con “Il sopravvissuto” (Bompiani) vince il premio Campiello e il Premio Nazionale Letterario Pisa per la Narrativa, e nel 2008 conquista il Mondello con “Una storia romantica” (Bompiani).

Nel 2015 lo scrittore di origini napoletane pubblica il suo dodicesimo romanzo, “Il tempo migliore della nostra vita” (Bompiani), con il quale vince il premio Selezione Campiello e il premio Viareggio. Ma Antonio Scurati non è nuovo nemmeno al Premio Strega: nel 2014 viene candidato con “Il padre infedele”, romanzo pubblicato sempre da Bompiani nella Collana Narratori Italiani.