Biglietti “only audio” per i concerti: i fan pagano solo per ascoltare, ma non vedono palco e artisti

Poco più di tre miliardi di dollari (2,6 mld di euro) nei primi 6 mesi del 2026: secondo il report Pollstar per i primi due trimestri di quest'anno, l'industria della musica dal vivo continua a crescere, con un aumento del 12,3% rispetto all'anno precedente. I cinque artisti che hanno incassato di più sono Bad Bunny, Lady Gaga, BTS, AC/DC ed Ed Sheeran. Ancora più netto è l'aumento del numero di biglietti, che nei primi sei mesi ha toccato quota 26,3 milioni, con un aumento del 12,8% rispetto allo stesso semestre del 2025.
Cosa sono i biglietti "only audio"
Tra le variabili che hanno contribuito, seppur in minima parte, all'aumento del numero di ticket, soprattutto post-pandemia, c'è sicuramente l'introduzione dei posti a "visibilità limitata", ma soprattutto la comparsa, negli ultimi anni, dei biglietti "only audio, no view". Questa tipologia di tagliandi impedisce sia la visione dell'artista sia quella dei maxischermi e talvolta anche dal punto di vista sonoro l'esperienza è parziale.
Il caso più recente è quello di Bruno Mars, che, attraverso la sua agenzia, ha deciso di mettere in vendita biglietti supplementari allo stadio Wembley di Londra. Infatti, com'è possibile osservare su Ticketmaster, sono presenti dei ticket per posti alle spalle del palco, in cui è impossibile vedere l'esibizione. Il prezzo di questi posti, in un perimetro di prezzi calmierati legati alla visibilità limitata nei concerti, è stato venduto a circa 70 euro, praticamente un prezzo standard. Non è la prima volta che, nei grandi tour internazionali, vengono messi in vendita posti di questo tipo, spesso a prezzi non molto inferiori rispetto a quelli standard
I casi di Beyoncé e Taylor Swift
È il caso per esempio del Renaissance World Tour di Beyoncé nel 2023, per cui la produzione aveva immesso ticket posizionati dietro al palco, quindi "only audio, no view", a tariffe che non si allontanavano dal prezzo standard. Dinamica che, solo un anno dopo, si è ripetuta con il The Eras Tour di Taylor Swift: in alcune strutture che ospitavano più date consecutive sold-out, la produzione ha offerto lotti di biglietti "listening only", questa volta a cifre minori. L'esperienza, nel primo processo di vendita, ovvero tramite la piattaforma ufficiale, si aggirava intorno ai 10 euro a cui aggiungere le commissioni. Sul tour però, considerata la richiesta incredibile di biglietti in tutto il mondo, entrò in scena il fenomeno del secondary ticketing, che li portòa cifre vertiginose.
Su piattaforme terze come Stubhub, la valutazione del biglietto arrivò fino a 2349 euro, per non poter assistere, almeno a livello visivo, al concerto. Il processo organizzativo che mette ormai a disposizione anche i posti dietro al palco viene riassunto con l'obiettivo di portare al 100% lo sfruttamento dello spazio in un'arena, uno stadio o un palazzetto. Anche in Italia, il lento meccanismo che dal 2024 in poi ha portato alla comparsa di segnalazioni capillari su che tipo di visibilità limitata aspettarsi, sembra stia raggiungendo questo obiettivo. Basta tornare solo a pochi mesi fa, quando all'Unipol Arena di Bologna l'ex One Direction Louis Tomlinson si è esibito davanti al suo pubblico, attaccando i promoter locali per la vendita di alcuni biglietti completamente "ciechi".
In quell'occasione, il cantante dal palco ha sottolineato come "non sarebbero dovuti essere venduti", promettendo rimborsi personali. L'episodio ha acceso i riflettori sul tema e il gesto del cantante britannico sul palco potrebbe indicare un percorso di avvicinamento, anche da parte delle organizzazioni italiane. Non è inusuale trovare testimonianze online, soprattutto per i grandi concerti tenutisi in Italia negli ultimi mesi, di scarsa o assente visibilità, anche per coloro che avevano acquistato ticket standard. Tutto ciò, soprattutto se organizzato in strutture all'aperto e senza una chiara impostazione dei vari spazi adibiti al concerto, che in questi casi non sembrano tenere conto della presenza di torri per l'amplificazione, ma anche per l'installazione di punti di ristoro o di soccorso.
I limiti tecnici per i biglietti "only audio"
Una confusione a cui i promoter hanno cercato di rimediare tutelandosi con un glossario, specificato anche sui ticket, che limiti la loro responsabilità. Come nel caso di Bruno Mars a Wembley, in cui i biglietti "audio only" avvertono l'utente che non vi è alcuna linea di vista verso il palco o i maxischermi. Lo stesso ticket garantisce esclusivamente l'ascolto dall'impianto di amplificazione. Anche in questo caso, sarebbe interessante capire se l'impianto audio installato per un concerto, in cui non si ha minima visibilità dietro al palco, venga almeno standardizzato anche per chi accede a questo tipo di posti. La risposta tecnica è, nella quasi totalità dei casi, negativa. Non vengono installati impianti dedicati per il retro-palco e chi acquista questi biglietti finisce per ascoltare un audio rimbombante dell'arena, poiché i moderni impianti di amplificazione sono direzionali e puntati esclusivamente verso la platea frontale.
Tutto ciò prolifera all'interno di un vero e proprio vuoto normativo: accettando le condizioni di vendita in fase di acquisto, l'utente rinuncia di fatto a ogni appiglio legale per chiedere un rimborso. Senza norme a tutela del consumatore che impongano un deprezzamento proporzionato per i biglietti a visibilità limitata o nulla, le piattaforme operano al riparo da conseguenze legali. Osservando il glossario di TicketOne, si nota come la "Visibilità Laterale" indichi un posto con un'angolazione difficile, ma comunque affacciato sul proscenio, mentre la "Visibilità Ridotta" e l'ancor più grave "Scarsa Visibilità" vengono applicate a seggiolini in cui l'azione scenica è quasi totalmente compromessa.
Come le caratteristiche dei fandom stanno evolvendo la natura esperienziale del concerto
In questo senso, sta cambiando anche la natura esperienziale del concerto, soffiando sul vento del "rito collettivo" e spostando sempre di più l'attenzione dal momento musicale dell'artista al momento di condivisione con gli altri fan. Un processo che sembra legarsi alla necessità attuale dei fan di non sentirsi esclusi dalla narrazione collettiva, non solo dell'artista in sé, ma anche sul piano sociale con i propri pari.
Questo invertirebbe anche la natura consequenziale dell'acquisto di un biglietto per un concerto, in cui la priorità dovrebbe essere la visione dell'artista e dello spettacolo che porta sul palco. Un argomento che trova molte letture e reazioni differenti dei fan, soprattutto legato al costo economico del biglietto, che in larga parte, anche nei forum su Reddit, trova delle attenuanti quando viene limitato e non poco il prezzo del ticket. Non cambia solo la natura del concerto, ma evolve anche l'obiettivo del pubblico, che appare sempre meno legato alla visione dell'artista e del suo show e direttamente coinvolto nel rito sociale che il concerto genera. Senza dimenticare la capitalizzazione, da parte degli organizzatori, non solo di quel perimetro sociale, ma anche fisico.