video suggerito
video suggerito

Benji e Fede: “Le brutte esperienze ci hanno riavvicinati. Sanremo? Può fare tanto male”

Benji e Fede presentano il nuovo brano “Viva la vasca”, un omaggio al celebre singolo di Alex Britti. I due artisti sono tornati insieme dopo qualche anno e brutte esperienze. Si augurano di tornare a Sanremo: “Può farti tanto bene, ma anche tanto male”.
Benji e Fede, via Comunicato Stampa
Benji e Fede, via Comunicato Stampa

Due anni fa, il ritorno con "Rewind" rappresentava la fine di un percorso introspettivo per Benji e Fede, che dopo la separazione e gli intensi momenti delle loro vite personali, si riaffacciavano assieme nel mercato discografico. L'ultima traccia del progetto, "Caro Amico", nel frattempo è diventato il titolo del loro primo vodcast sull'amicizia, in cui hanno partecipato ospiti con i propri legami. Il momento di riconciliazione tra i due cantanti viene definito anche dalla leggerezza del loro ultimo singolo "Viva la vasca", una rivisitazione del celebre brano di Alex Britti: "Con Alex Britti siamo amici. Lo avevamo conosciuto a inizio carriera nel 2013, avevamo parlato di musica, di vita, e poi ci siamo ritrovati perché proviamo un'assoluta stima e rispetto nei suoi confronti in quanto grande musicista, ma anche come persona a livello umano". Qui l'intervista a Benji e Fede.

Che periodo state vivendo?

Benji: Siamo in un momento di intesa e si vede da molte cose che facciamo, anche dal podcast legato all'amicizia, al nuovo brano "Viva La Vasca" e al tour di quest'estate e di quello a ottobre nei teatri. Sarà uno show completamente nuovo.

Che rapporto avete con il brano originale di Alex Britti?

Fede: Io mi ricordo che avevo sei o sette anni e, quando la sentii in radio per la prima volta: mi mosse qualcosa di strano in me. Mi rimase in testa per molto tempo; era una canzone in cui qualcosa si muoveva, e il fatto che mi sia rimasta in testa così tanto ci ha fatto pensare. Poi un giorno eravamo in studio, ed era un momento in cui stavamo riprendendo delle canzoni anche della nostra infanzia.  Ci siamo detti: "Ma se dovessimo riscriverla in qualche modo, come suonerebbe la nostra?". E da lì poi ci siamo messi a giocare, ma senza neanche pensare poi di farla uscire. Non sapevamo nulla di tutto ciò. E la scelta di questa canzone è un po' come ripescare dal nostro cilindro un po' di leggerezza, che forse in questo periodo fa bene proprio a noi nella vita.

Che rapporto avete con Alex Britti?

Benji: Con Alex Britti siamo amici. Lo avevamo conosciuto a inizio carriera nel 2013, avevamo parlato di musica, di vita, e poi ci siamo ritrovati perché proviamo un'assoluta stima e rispetto nei suoi confronti in quanto grande musicista, ma anche come persona a livello umano. Ci siamo trovati bene fin dal 2015 e quando gli abbiamo mandato la canzone, era gasato anche lui. Quando ci vediamo e facciamo una cena o un aperitivo, è sempre divertente.

Com'è cambiato il vostro rapporto con la musica e in che modo influenzerà il vostro prossimo disco?

Fede: Sicuramente siamo diventati ancora più riflessivi e abbiamo iniziato a scrivere ancora di più rispetto al passato, per trovare un punto di congiunzione tra quello che siamo stati e la direzione verso la quale stavamo andando. "Viva la vasca" ci ha concessi di tornare a vivere un'estate divertendosi, contagiandoci anche a vicenda con l'energia del pezzo. E questo ci dà anche una mano a essere più uniti, in qualche modo, e a fissare queste immagini.

Questa leggerezza, questo divertimento, è anche un momento di concessione dopo tanta analisi personale e del gruppo?

Benji: Penso che aiuti, perché è un tipo di energia che va coltivata, protetta e vissuta anche un po' con lo spirito di buttarsi, in questo caso di "tuffarsi nella vasca". In questo momento della nostra vita, dopo tanto lavoro anche di introspezione in questi anni in cui, appunto, abbiamo tirato fuori gli scheletri dall'armadio e ci siamo guardati nel profondo, è anche un momento in cui ci vogliamo godere questa estate. Ci vogliamo godere il tour, ci vogliamo godere anche il nostro rapporto di amicizia.

Cosa pensi abbia cambiato questa percezione, anche del duo?

Benji: Avere una figlia mi ha regalato tanto, perché vedere una bambina, vedere la sua felicità e sentirla ridere è fantastico. Delle volte noi lavoriamo a casa mia, registriamo canzoni, e questa bambina di otto mesi come spettatrice che guarda, ride, rimane incantata dalla musica, è una cosa bellissima da vedere. Ci ha trasmesso un'energia e una voglia di coltivare il bambino che è in noi.

Fede: Non ce lo eravamo ancora detti, ma credo che l'entusiasmo della bambina ci abbia indirizzato in maniera importante nella scelta (ride n.d.r).

"Caro Amico", ultima traccia di "Rewind" è diventato il titolo del podcast che conducete assieme.

Benji: Questo podcast, in verità, è un po' una celebrazione dell'amicizia in tutte le sue forme, ovviamente. Nel momento in cui intervistiamo gli ospiti con i loro amici o amiche, ci concentriamo su di loro e sulla loro amicizia. Ma allo stesso modo, nel fare questa cosa, stiamo dando anche importanza all'amicizia tra me e Fede, che comunque merita attenzione e merita di essere al centro. Perché poi è quello il motore che fa andare la macchina, lo abbiamo imparato anche con le brutte esperienze che abbiamo avuto: alla base c'è un rapporto umano sconfinato.

Un occasione per riconoscervi anche dopo anni?

Fede: "Caro amico" è stata una bellissima occasione per noi anche per conoscerci meglio. Quando facciamo il podcast conosciamo meglio gli ospiti, impariamo da loro e impariamo su noi stessi. Ma anche un'altra cosa bellissima del podcast che abbiamo scoperto facendolo è che gli ospiti si conoscono meglio tra loro. Capita spesso che si dicano cose che non si sono mai detti. Ho visto anche dei momenti quasi di commozione, e penso che sia un esperimento sociale bellissimo, che ci dà anche la forza di dire: andiamo avanti, perché il format è giusto. Senza esagerare, prendendola ovviamente con le pinze, però è quasi una "terapia di coppia" tra amici. È un momento di confronto che è più unico che raro.

Cosa vi aspettate dal tour in teatro, proprio come impatto visivo e come trasformazione del vostro live?

Fede: Abbiamo la percezione che possa essere qualcosa di davvero bello. Il nostro desiderio, la nostra missione da quel punto di vista, è far uscire le persone che vengono a vederci con un'emozione nuova. A un livello così intimo, in un tempio come il teatro, non lo abbiamo mai fatto, e quindi ci porterà a suonare canzoni inedite, canzoni che probabilmente non abbiamo mai fatto live e altre che non facciamo da tanto tempo, arrangiate in maniera diversa. Quindi sarà proprio un live mai fatto e avrà anche dei momenti diversi che stiamo preparando. Vogliamo un po' che sia una bomboniera di tutto quello che abbiamo dentro, che questa realtà possa trasparire e che possa essere uno scambio empatico tra noi e il pubblico. Questo è il nostro obiettivo per questo tour teatrale.

Com'è cambiata la vostra percezione di Sanremo negli anni e cos'è adesso?

Benji: Ad oggi sappiamo benissimo, e non c'è bisogno di ripeterlo, che è un palco che fa la differenza nella musica pop in generale. La cosa che mi sento di dire è che la cosa più importante per noi è che, se un domani torneremo su quel palco, mi auguro di farlo in un momento in cui siamo veramente tanto integri con noi stessi e che la canzone ci rispecchi con integrità. Perché può farti tanto bene, ma anche tanto male.

Fede: Esatto, ma anche semplicemente per viverla bene, in maniera autentica. Nonostante le pressioni, nonostante il palco, poter vivere una bella esperienza a cuor leggero. Quello è l'obiettivo, a prescindere da tutto.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views