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Angie: “Pensavo ad Amici 2026 come la mia ultima occasione. Maria De Filippi? Una figura materna”

Angie, nome d’arte di Angelica Paola Ibba, è stata una delle protagoniste di Amici 2026, arrivata a un passo dalla vittoria nella finale del Serale. Nel’intervista a fanpage racconta di come vedeva il talent come ultima possibilità e l’importanza di Maria De Filippi.
Angie, 2026
Angie, 2026

Parlare di Amici 25 equivale in qualche modo anche a parlare di Angie, nome d'arte di Angelica Paola Ibba. Entrata in corso in una sfida con Frasa, sin da subito ha attirato le attenzioni del pubblico, anche per le esperienze passate, tra The Voice e Sanremo Giovani. Il ruolo da "favorita" non è sembrato pesarle, o meno rispetto alle pressioni con cui era partita la sua avventura: "Sono arrivata ad Amici mettendomi tanta pressione addosso, perché sentivo il peso delle esperienze passate. Mi dicevo di dover arrivare fino alla fine, sperando che questa fosse la volta buona, vivendo inizialmente il programma quasi come un'ultima occasione". Poi il rapporto con la sua insegnante Lorella Cuccarini, senza dimenticare gli screzi con Anna Pettinelli, che per un lungo periodo ha negato il suo accesso al Serale: "Penso che, a volte, i no aiutino molto di più. Tutti i suoi no mi hanno spronata a lavorare maggiormente e a voler dimostrare ancora di più; forse, con troppe coccole, mi sarei adagiata. Invece, nonostante il nostro rapporto turbolento, c'è stato un bel percorso e alla semifinale mi ha fatto i complimenti. Io le ho regalato un cerchietto". Qui l'intervista ad Angie.

In "Smielate canzoni d'amore" c'è un passaggio in cui canti: "Ci vuole un folle coraggio ad essere vulnerabili". Vorrei chiederti quanto questa frase rappresenti il tuo percorso musicale? 

Ogni singolo pezzo l'ho scritto io e parla di me al 100%. Sono cose che ho vissuto, esperienze mie. Quel passaggio, così come tanti altri, lo sento mio totalmente. Penso che ci voglia davvero tanto coraggio per essere vulnerabili, anche nel mostrarsi più sicuri di quanto si è.

E durante il tuo percorso all'interno di Amici, dove questa fragilità è stata molto visibile?

Durante questo percorso è stato complicato, perché lo fai davanti alle telecamere e a un microfono, mostrando le tue fragilità a tante persone. Essere vulnerabili vuol dire spogliarsi di tutto e non avere filtri. Significa essere trasparenti, davanti a se stessi e soprattutto davanti agli altri.

Si è percepita, durante il tuo percorso all'interno del talent, una perseveranza che sembrava arrivare da lontano.

La perseveranza è stata molto importante. Penso che lo racconta alla perfzione "Sogni di vetro", che è il pezzo dell'album che racchiude maggiormente questo aspetto della mia vita. Ho provato tanto prima di entrare ad Amici, è una parte del mio vissuto di cui non avevo mai parlato prima d'ora. Era fondamentale parlarne perché è la cosa che desideravo di più in assoluto. Ci tenevo a dire la mia su questo argomento, anche dopo l'eliminazione a Sanremo Giovani. Ne è valsa la pena, perché la musica è nei miei sogni. Fare un album è stato per anni un traguardo che inseguivo; i sogni sono sempre fragili, ma io sono molto trasparente e ho voluto raccontare tutto questo nel disco.

C'è stato un momento in cui tutto è diventato troppo pesante?

I momenti di sconforto ci sono. È normale crederci con facilità la prima volta, un po' meno la seconda o la terza. Più cadi, più è difficile rialzarsi, perché ti porti dietro i lividi delle cadute precedenti che non si sono ancora rimarginati del tutto.

E quando è arrivato Amici, al quarto tentativo?

Sono arrivata ad Amici mettendomi tanta pressione addosso, perché sentivo il peso delle esperienze passate. Mi dicevo di dover arrivare fino alla fine, sperando che questa fosse la volta buona, vivendo inizialmente il programma quasi come un'ultima occasione.

In questo senso, tu e Lorenzo (qui l'intervista) condividevate un percorso precedente, che vi ha posto tra i "favoriti" sin dall'inizio. Come hai vissuto questa cosa?

Né io né Lorenzo ci siamo mai sentiti favoriti. Prima di entrare ad Amici abbiamo lasciato fuori tutto il nostro passato. Abbiamo fatto questo percorso da soli, portandoci dietro solo l'esperienza maturata in precedenza. Non potevo sentirmi favorita, ho affrontato tantissime sfide e ballotaggi, anzi troppi (ride, ndr).

C'è stata anche una dedica tua, durante la finale, sulle note di "Balorda Nostalgia"?

Io e lui abbiamo legato tanto. Penso sia dovuto anche al nostro passato, perché entrambi non arrivavamo ad Amici a mani vuote. Ci capivamo profondamente. Poi, stando nella stessa squadra, non potevamo non legare. Abbiamo anche cantato insieme. Durante l'ultima settimana ci siamo stretti l'uno all'altro e ci siamo tenuti per mano fino a poco prima di entrare in finale. Ci siamo detti che eravamo ancora una squadra, indipendentemente da quello che sarebbe successo. Eravamo arrivati alla fine, e andava bene così. La mia dedica è nata da questo, dirgli "Ti voglio bene". Per me significava che non importava chi avrebbe vinto. Eravamo caduti e ci eravamo rialzati insieme fino a quel momento.

Dal punto di vista personale, cosa ha significato affrontare un'esperienza come Amici?

Penso che siano le persone a fare questa esperienza. Le persone sono la cosa più importante in assoluto. A scuola si fa musica, si balla, si canta, ma la cosa fondamentale per me sono state le persone: i miei compagni, i professori, Maria, il pubblico in studio, gli addetti ai lavori, i macchinisti, le donne delle pulizie, i vocal coach. Tutti sono stati fondamentali. Le telecamere e i microfoni dopo la prima settimana spariscono, non li vedi più. È stata un'esperienza autentica. Sono stata me stessa al 100%, dimenticandomi del giudizio esterno. Ho sempre cercato di non fingere, nel bene e nel male, affrontando le critiche senza filtri.

In questo senso, che tipo di figura è stata Maria De Filippi?

È stata un faro. Veramente un punto di luce, una figura materna che ci ha dato tantissimi consigli fino all'ultimo giorno prima della finale. Mi ha presa per mano, dicendomi: "Qualsiasi cosa dovesse succedere domani, ricordati che va bene così, perché sei arrivata fino alla fine. Non farti mille pensieri per le pressioni o per il dover dimostrare qualcosa. Vali tanto e devi solo essere te stessa".

La prima cosa che ti viene in mente quando pensi a un momento di divertimento in casetta?

Mi viene in mente uno scherzo che abbiamo fatto a Nicola, pochi giorni dopo essere entrato. Abbiamo nascosto una piccola cassa in camera sua mentre dormiva, mettendo un suono inquietante. L'idea era fargli prendere uno spavento. Lui, con molta nonchalance, ha aperto la porta e ha detto: "Ma veramente pensate di farmi paura così? Ci vuole molto di più". Lo scherzo non è riuscito, ma noi ci siamo spaccati dal ridere per come ha reagito. È stato impagabile. Speravamo di spaventarlo e invece abbiamo riso noi.

In semifinale hai ricevuto anche i complimenti di Anna Pettinelli.

Penso che, a volte, i no aiutino molto di più. Tutti i suoi no mi hanno spronata a lavorare maggiormente e a voler dimostrare ancora di più; forse, con troppe coccole, mi sarei adagiata. Invece, nonostante il nostro rapporto turbolento, c'è stato un bel percorso e alla semifinale mi ha fatto i complimenti. Io le ho regalato un cerchietto.

Chi è Angie dopo Amici 25?

Sicuramente ad Amici sono andata per ritrovare me stessa. Durante questo percorso intenso, ho imparato a sentirmi molto più centrata. Oggi mi sento molto più consapevole, non solo a livello artistico, ma anche a livello personale.

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