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Andrea Nardinocchi e la salute mentale, messaggi social dall’ospedale: “Prigioniero contro la mia volontà”

Andrea Nardinocchi è tornato sul suo profilo Instagram palesando condizioni preoccupanti legate alla sua condizione di salute mentale. Ritratto in ospedale, scrive: “Sono tenuto prigioniero contro la mia volontà (…). Mi riempiono di droghe per farmi morire”.
A cura di Vincenzo Nasto
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Andrea Nardinocchi, 2026
Andrea Nardinocchi, 2026

Andrea Nardinocchi, cantante ed ex concorrente, tra le Nuove Proposte, del Festival di Sanremo 2013 ha pubblicato sul suo profilo Instagram alcune storie che mostrano una certa preoccupazione sulla sua salute mentale. L'artista appare in quello che sembra essere un ambiente ospedaliero, con un viso visibilmente stanco, e sembra inviare una richiesta d'aiuto nei confronti delle persone che lo seguono sulla piattaforma. Le informazioni diffuse attraverso i social, tuttavia, non risultano al momento verificabili in modo indipendente.

Il messaggio dall'ospedale di Nardinocchi

Nel commento della sua storia infatti, Nardinocchi scrive: "Salve a tutti, purtroppo questo è molto urgente e grave: sono tenuto prigioniero contro la mia volontà sotto il falso pretesto di avere bisogno di cure, ma non è la verità. Mi riempiono di droghe debilitanti 2 volte al giorno, per farmi morire e degenerare lentamente". Il cantante sottolinea nel messaggio che la sua famiglia venga minacciata e racconta di essere un paziente nell'ospedale Sant'Orsola di Bologna, sua città natale. Non ci sono ulteriori indicazioni sul caso, ma solo un'altra foto, questa volta senza commento.

Il racconto della depressione e degli attacchi di panico

In passato, il cantante aveva raccontato la sua esperienza con gli attacchi di panico e la depressione. In un'intervista a Mattia Marzi di Rockol, aveva sottolineato come gli anni post "Supereroe" fossero stati i più difficili: "Mi sono sentito depresso, anche se la depressione non mi è stata diagnosticata clinicamente. Mi faceva stare male qualsiasi cosa che fosse musica. È stato triste quando mi sono reso conto che la mia più grande passione era diventata quasi uno spauracchio." C'erano stati, in passato, anche dei rumors legati alla sua impossibilità a esibirsi dal vivo, come riporta Marta Blumi Tripodi in un'intervista Rolling Stone Italia, a causa di fortissimi attacchi di panico.

Il suo ultimo progetto nel 2020: "La stessa emozione"

Gli ultimi post social dell'artista fanno riferimento all'uscita di "La stessa emozione", il suo ultimo album del 2020 distribuito a due anni di distanza dalla sua produzione a causa di problemi burocratici e di etichetta. Un problema che sarebbe nato dopo l'uscita del suo secondo disco "Supereroe", via Universal, e che avrebbe convinto l'autore a pubblicare il suo ultimo progetto con la sua etichetta indipendente Iuovo e distribuito da Artist First.

In un'intervista di Claudia Mazziotta su Rockit nel 2020, Nardinocchi aveva confessato: "La stessa emozione era pronto tre anni fa, doveva uscire nel 2018, ma sono successe tante cose, per le quali è andata così. Uno fa sempre dei piani nella vita, poi le cose succedono e bisogna adeguarsi". Facendo un passo indietro invece, è interessante riprendere come Nardinocchi si è svelato al grande pubblico, nei primi anni '10 del 2000.

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Grazie all'etichetta Giada Mesi di Dargen D'Amico, Nardinocchi si mette in luce sia come produttore che come autore, partecipando al Festival di Sanremo 2013 nella sezione Nuove Proposte con "Storia impossibile". L'esperienza non gli riservò particolari gioie, venendo eliminato al primo turno della serata del giovedì 13 febbraio, superato da Antonio Maggio, che vincerà con "Mi servirebbe sapere" e Ilaria Porceddu con "In equilibrio". Nell'intervista a Fanpage racconterà l'esperienza "traumatizzante" del Festival di Sanremo, e la sperimentazione in un progetto pop come "Il momento perfetto".

Il racconto di Sanremo 2013: "Ero riuscito a rovinare la mia carriera e la mia vita in un colpo solo"

Qualche anno dopo, nel 2018, renderà pubblico sulle pagine di Vice un frammento del suo diario di quei giorni sanremesi: "Mi hanno eliminato al primo turno. Appena uscito dal palco sono stato mezz’ora con la testa fra le mani a pensare a come ero riuscito a rovinare la mia carriera e la mia vita in un colpo solo". A pesare sulla sua esperienza ci fu anche un momento di crisi con la persona "più importante della sua vita" dopo 10 anni di relazione e un senso di inadeguatezza alla manifestazione: "Penso a quanto sarà inutile il mio computer sul palco dato che mi hanno obbligato a suonare con la band e potrò solo fare finta di spingere i miei tasti".

Nel frattempo però, grazie a quell'album, in cui è contenuto "Storia impossibile", Nardinocchi si ritaglia uno spazio importante nella discografia italiana, venendo considerato una delle grandi promesse della musica italiana. L'uscita nel 2015 di "Supereroe" segna un momento di spaccatura nella sua carriera, con il progetto pubblicato e distribuito da Universal, che non sembra rispettare le aspettative. Il cantante fu costretto, quindi, a una successiva pausa fino al 2020. Il suo progetto, "La stessa emozione", anticipato da "Droga", "Quando ti ho visto" e "Ridicolo" diventa il progetto più intimo del cantante. In "Sanremo amore scusa" c'è una dedica anche alla sua partecipazione al Festival.

Nardinocchi non aveva ancora suonato dal vivo in un concerto da solista

Tra le particolarità della carriera dell'artista emiliano c'è anche l'assenza di suoi concerti live. Infatti, come racconta nell'intervista a Rolling Stone Italia, avrebbe potuto esserci un tour nel 2020, il primo della sua carriera: "Dal 2012 a oggi, suonare dal vivo è stato il trauma più grande: all’inizio della mia carriera avevo molta voglia di farlo, ma mi hanno convinto ad aspettare a lanciarmi in un tour tutto mio, e piuttosto a partecipare a degli appuntamenti promozionali in contesti enormi per un esordiente come me, come Sanremo o i vari Music Awards estivi". Un progetto che purtroppo, come tanti, ha vissuto l'arrivo della pandemia e il blocco della musica dal vivo per i mesi successivi.

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