“Mosca ha schierato una forza militare sul confine orientale talmente imponente da minacciare anche le altre repubbliche post-sovietiche”: a lanciare l’allarme è il capo delle forze Nato in Europa, il generale Philip Breedlove. E a essere minacciata, dopo la Crimea, sarebbe soprattutto la regione moldava della Transnistria. “Le forze russe al confine ucraino sono sufficienti e pronte per entrare in Transnistria ed è una cosa preoccupante”, ha detto il capo delle forze Nato, spiegando che la Russia “sta agendo più come avversario che come partner”. Il Cremlino, da parte sua, ha però smentito: “Il ministero della Difesa rispetta tutti gli accordi internazionali che limitano il numero di truppe nelle regioni frontaliere con l’Ucraina”, ha dichiarato il vice ministro della Difesa Anatoli Antonov, citato da Interfax.

“Possibilità di guerra più alte” – In ogni caso, la preoccupazione per le mosse della Russia investe anche gli Stati Uniti. Secondo quanto ha detto il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Tony Blinken, il dispiegamento di truppe russe ai confini dell’Ucraina “è probabile che sia per intimidire”, ma è anche possibile che la Russia si stia preparando a entrare in Ucraina. E anche per Kiev, che segue con attenzione le mosse della Russia, le possibilità di una guerra “sono più alte”. È quanto ha detto il ministro degli esteri dell’Ucraina, Andrii Deschchytsia, in un’intervista ad Abc: “Siamo molto preoccupati del dispiegamento di truppe russe. Siamo pronti a rispondere e, come sapete, il governo dell’Ucraina sta cercando di usare tutti i mezzi di pace e diplomatici per fermare la Russia ma la gente è pronta a difendere la loro terra”.