L’annuncio, per le sue modalità, è quantomeno singolare. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, evoca buone notizie per il caso di un italiano (o un’italiana) non rientrato nel nostro Paese. Ma non spiega a quale caso si riferisce. Una questione delicata che Conte affronta, forse, con un po’ di leggerezza. “Posso assicurare che tutti i cittadini che in questo momento non sono rientrati in Italia sono monitorati col massimo spiegamento di forza dei servizi di intelligence e con tutti i canali diplomatici. Non per il caso che lei ha detto (ndr. il riferimento è a Silvia Romano), ma per un altro caso che non posso anticipare, spero nei prossimi giorni addirittura di portare a tutta la comunità italiana una bella notizia”.

Sul caso di Silvia Romano, invece, non ci sono buone notizie per il momento. Il presidente del Consiglio ricorda la situazione e spiega: “Il governo non smette di seguire il caso del rapimento di Silvia Romano in Kenya. C’è stato un attimo in cui ho confidato in un risultato buono a portata di mano. Purtroppo sono dei gruppi, più o meno conosciamo la dislocazione. Purtroppo non siamo ancora riusciti a venirne a capo”.

Conte parla anche di se stesso e del governo: “Ci volete definire sovranisti e populisti? Se questo significa che sempre e comunque anteporrò l'interesse dei cittadini italiani e mi adopererò perché questo interesse sia collocato in un orizzonte europeo io sono populista e sovranista sicuramente. Se populismo e sovranismo contribuiscono ad alimentare la dignità e l'orgoglio nazionale ben vengano”. Ancora, Conte si sofferma sulla Nuova Via della Seta, definita una opportunità: “Ritrarsi significherebbe non tutelare i nostri interessi nazionali. Ovviamente la nostra politica internazionale è molto chiara, ed è che la nostra collocazione euro-atlantica non si discute. Ma non vedo perché non dobbiamo partecipare a queste chance, in questo momento altri Paesi membri dell'Ue hanno uno scambio molto più avanzato del nostro e non hanno sottoscritto Memorandum”. Infine, Conte annuncia che il governo terrà un Consiglio dei ministri in Calabria, “perché è una delle Regioni del Sud più abbandonate a se stesse e il Cdm avrà un valore simbolico ma anche operativo”.