Il patrocinio sul World Congress of Families "è stato concesso dal Ministro Lorenzo Fontana, di sua iniziativa, nell'ambito delle sue proprie prerogative, senza il mio personale coinvolgimento né quello collegiale del Governo. All'esito di un'approfondita istruttoria e dopo un'attenta valutazione dei molteplici profili coinvolti, ho comunicato al Ministro Fontana l'opportunità che il riferimento alla Presidenza del Consiglio sia eliminato e gli ho rappresentato le ragioni di questa scelta". Lo ha scritto il premier Giuseppe Conte su Facebook.

Il presidente del Consiglio interviene per chiarire quello che da giorni sembrava un giallo, tra rimpalli di responsabilità, accuse e smentite tra i diversi agenti in campo. Il Congresso mondiale delle famiglie, che sarà ospitato a Verona dal prossimo 29 marzo, aveva ricevuto il patrocinio di Palazzo Chigi a novembre scorso. O almeno questo è quello che il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana ha sempre sostenuto, ribadendolo anche al question time alla Camera di ieri, e rispondendo così ai quesiti sollevati da Giuditta Pini, deputata Pd, e da Marcello Gemmato, parlamentare di FdI: "Tengo a chiarire che non abbiamo ricevuto – ha sottolineato ieri Fontana – richieste di ritiro del patrocinio di alcun tipo, né di natura politica, né amministrativa, ma solo richieste di approfondimento istruttorio a cui abbiamo dato puntuali risposte per il tramite dei nostri uffici. Eventualmente mi sarei aspettato qualche richiesta di chiarimento, magari, anche in forma privata, ma al momento questo non è ancora avvenuto".

Ma nelle scorse settimane Palazzo Chigi, con una nota, aveva assicurato che il patrocinio alla kermesse sarebbe stato ritirato. E la revoca era stata confermata anche dal M5S, in particolare dai sottosegretari Stefano Buffagni e Vincenzo Spadafora. Il dicastero guidato da Fontana tra l'altro è senza portafoglio, e pertanto fa capo a Palazzo Chigi. Conte ha puntualizzato che "non è mai giunta alcuna richiesta di patrocinio da parte degli organizzatori dell'evento", diversamente da quanto sostenuto da Fontana. Conte ha assicurato che, a tal proposito, verrà diramata una nova circolare per fugare ogni dubbio e per chiarire una volte per tutte quali siano le procedure da seguire per la concessione del patrocinio della Presidenza del Consiglio.

"Ovviamente ciascun esponente del governo sarà libero" di andare, ha aggiunto Conte "esprimendo le proprie convinzioni". E infatti all'evento parteciperà il vicepremier Matteo Salvini. Ma nel contratto di governo giallo-verde, nonostante sulle tematiche che riguardano questioni lgbt, matrimonio, famiglia e ruolo della donna, sembra essersi aperta una spaccatura tra Lega e M5S. Uno strappo che il presidente del Consiglio prova a ricucire così, alla fine del suo lungo post: "Questo Governo si propone di tutelare con la massima attenzione ed energia la famiglia fondata sul matrimonio, senza che questo possa in alcun modo compromettere il riconoscimento giuridico e la piena legittimazione delle unioni civili e delle diverse forme di convivenze basate su vincoli di natura affettiva".

Il ministro leghista Lorenzo Fontana questa sera ha replicato al premier Conte: "Esattamente come annunciato ieri in Aula alla Camera, rimane il patrocinio da parte del Ministero della Famiglia. Per quanto riguarda il logo e il suo utilizzo, essi fanno capo ad un altro Dipartimento, e quindi la concessione o il ritiro non sono di mia competenza", ha spiegato Fontana. Il logo, che si trova ancora sul sito ufficiale dell'evento e sulle locandine è materia di competenza del Dipartimento per l'informazione e l'editoria.