Quattro condanne a poco più di dieci anni di carcere per omicidio preterintenzionale, lesioni, furto e rapina sono state inflitte ai giovani accusati di avere scatenato il panico in piazza San Carlo, a Torino, la sera del 3 giugno 2017, in occasione della proiezione su un maxi schermo della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid. Gli imputati, quattro giovani marocchini, erano accusati di aver spruzzato spray urticante tra la folla che si trovava in piazza per assistere alla partita di calcio per poter poi derubare le persone. Nella piazza di Torino quella sera ci furono 1.672 feriti e, in seguito, morirono due donne per le lesioni riportate.

Erika Pioletti e Marisa Amato morte dopo i fatti di piazza San Carlo – Una di loro, la trentottenne Erika Pioletti, morì pochi giorni dopo l’incidente mentre l’altra vittima, la sessantacinquenne Marisa Amato, rimase tetraplegica ed è morta lo scorso gennaio. Quella sera del 3 giugno 2017 Erika era in piazza a guardare la partita insieme al suo fidanzato: travolta dalla gente in fuga, ebbe un arresto cardiaco a causa della compressione della cassa toracica. Marisa, invece, la sera dei fatti di Torino stava passeggiando col marito quando fu calpestata dalla folla. Nei confronti dei quattro imputati della banda dello spray i pubblici ministeri avevano chiesto pene di poco superiori ai quattordici anni.

Le condanne ai quattro imputati – Il giudice Maria Francesca Abenavoli ha condannato in abbreviato a 10 anni e 4 mesi Sohaib Boumadaghen detto “Budino”, Hamza Belghazi e Mohammed Machmachi, di 21, 20 e 21 anni. A 10 anni e 3 mesi Es Sahibi Aymene, 22 anni, che non era accusato del furto. I quattro imputati sono in carcere da aprile 2018 e durante la sentenza è stata anche rinnovata l'ordinanza di custodia cautelare. Restano dunque in cella in attesa del processo d'appello come richiesto dai pm. Sotto accusa per gli stessi fatti anche un quinto complice, all'epoca minorenne, per il quale procede il tribunale dei minori che sta valutando la richiesta di messa alla prova avanzata dal suo legale.