Viaggio da incubo sul Frecciarossa senza aria condizionata: “Ammassati nella cabina-ristorante, ci sono stati malori”
Un viaggio di circa 4 ore senza aria condizionata nonostante il prezzo del biglietto di 97 euro: è quanto capitato a Gabriella Leoni, che a Fanpage.it ha raccontato il viaggio da incubo sul Frecciarossa 8525 Trento-Roma affrontato l'8 agosto. "Sono salita sul treno in partenza alle 15.43 e ho notato che al momento del suo arrivo, l'aria condizionata funzionava già male, mentre in due carrozze era assente. Mi sono spostata subito in un'altra carrozza . Arrivata a Rovereto, però, mi sono accorta che anche qui non funzionava bene e ho dovuto cambiare di nuovo posto. Come me, tante altre persone hanno dovuto lasciare il vagone".
La priorità, come racconta Gabriella a Fanpage.it, è stata data ai più fragili, ma tantissimi passeggeri hanno scelto di rifugiarsi nel vagone ristorante. "Il viaggio l'ho fatto seduta a terra – ha spiegato – e ci sono stati dei malori a causa del caldo eccessivo". Ad aiutare le persone in difficoltà è stato il personale a bordo del treno dell'Alta Velocità. "Ho fatto richiesta di rimborso, vediamo se andrà a buon fine. Ho compilato un form, non ci sono state date informazioni o comunicazioni in merito durante il viaggio, ho cercato tutto da sola". "Il personale era molto preso dai soccorsi, perché chiaramente a bordo c'erano anziani e bambini che erano molto provati. Ci sono state scene di panico".
Dopo la fermata di Firenze, la situazione è leggermente migliorata, con diversi passeggeri che hanno potuto "sostituirsi" a coloro che erano già scesi. "Ci siamo messi dove era possibile e dove c'era l'aria condizionata, ovviamente", ha spiegato ancora Gabriella. Prima di quel momento, però, più della metà dei passeggeri di almeno 2 carrozze ha dovuto viaggiare nel vagone ristorante, dove invece l'aria condizionata era funzionante.
Ad aiutare lo staff sul treno, sarebbe stato un medico, anche lui passeggero. "Un ragazzo è stato soccorso perché soffriva di crisi di panico e per le condizioni di caldo estremo è stato visitato dal dottore che ha accertato che il malessere era legato a una questione di pressione psicologica dovuta alla situazione. A Bologna invece sono salite alcune persone dell'assistenza che hanno distribuito bottigliette d'acqua".
Nell'intervista a Fanpage.it, la passeggera ha espresso la propria indignazione per le condizioni di viaggio affrontate. "Sul sito è riportato che in caso di servizi mancanti come l'aria condizionata, c'è il rimborso del 25% del biglietto. Speriamo che sia così, vedremo se le nostre richieste verranno approvate. Io credo sia dovuto".
Gabriella non è l'unica ad aver sperimentato un viaggio da incubo: un'altra viaggiatrice ha raccontato a Fanpage di una tratta Bologna-Lecce in un intercity notte passata a dormire sulle poltrone del vagone perché nelle cuccette non funzionava l'aria condizionata nonostante le elevate temperature. I fatti si sono verificati il 6 agosto.
Fanpage.it ha contattato Trenitalia per un commento. "Abbiamo provveduto subito a far spostare le persone nelle cabine malfunzionanti in altri vagoni, c'è stata assistenza con la distribuzione dell'acqua e solo una persona avrebbe richiesto l'intervento dell'ambulanza. La passeggera ha rifiutato e ha scelto di proseguire. Sull'intercity del 6 agosto, le persone sono state spostate per lo stesso motivo ma chi ha subito danni potrà avere un rimborso parziale del biglietto".
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