La Commissione Europea "ha lavorato senza sosta per assicurarsi sufficienti dosi dei vaccini più promettenti. Con i primi due vaccini sul mercato, quello di Pfizer-BionTech e quello di Moderna, abbiamo già accesso a dosi sufficienti a vaccinare oltre l'80% della popolazione dell'Ue. All'inizio di questa settimana AstraZeneca ha fatto richiesta all'Ema e, con il terzo vaccino autorizzato in Europa, avremmo un miliardo di dosi disponibili". A dichiararlo oggi la presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen nel corso di una conferenza stampa da Lisbona, dove si trova per l'inaugurazione della presidenza portoghese del Consiglio Ue.

A che punto sono i vaccini AstraZeneca e Johnson&Johnson

La campagna di vaccinazione italiana sta procedendo fino a questo momento molto speditamente: proprio oggi infatti è stato superato il milione di dosi somministrate, il larghissima parte ad operatori sanitari e socio sanitari. Se si riuscirà a mantenere questo ritmo l'obiettivo di immunizzare 6 milioni di persone entro marzo potrebbe essere a portata di mano, dal momento che potrebbero rivelarsi sufficienti le 11 milioni di dosi assicurate da Pfizer e Moderna. Il discorso è destinato a cambiare per la seconda fase della campagna di vaccinazione, quella che riguarderà non più solo operatori sanitari, ospiti delle Rsa e over 80 ma anche le decine di milioni di anziani e le altre categorie prioritarie, ad esempio gli insegnanti. Come ha spiegato alcuni giorni fa il commissario straordinario Arcuri solo l'arrivo di almeno altri due vaccini garantirà la copertura di tutta la popolazione entro la fine del 2021.

Il prossimo siero che potrebbe arrivare è quello sviluppato da AstraZeneca e Oxford University insieme all’italiana Irbm di Pomezia. L’EMA dovrebbe valutare la richiesta di autorizzazione il prossimo 29 gennaio, ma da più parti si ipotizza che il via libera potrebbe essere dato solo per la fascia under 55. L’altro vaccino molto atteso è quello monodose Johnson&Johnson, che tuttavia potrebbe arrivare non prima di marzo-aprile e che avrebbe un'efficacia intorno all’80 per cento. Quanto al siero italiano ReiThera – i cui test appaiono molto incoraggianti – l’ok alla commercializzazione potrebbe giungere per l’estate.