Con i vaccini si inizia a intravedere la fine della pandemia, almeno in alcuni Paesi. Ma, considerando le varianti e le ondate in corso, la strada da percorrere nella lotta al coronavirus è ancora "lunga". A sottolinearlo è il professor Andrew Pollard, a capo del gruppo di lavoro dell'Università di Oxford, in un'intervista con la Bbc. Secondo Pollard "ci sarà un futuro senza distanziamenti sociali e senza più mascherine, ma considerando una prospettiva globale siamo ancora molto lontani".

Insomma, alla fine elimineremo le mascherine e non saremo più costretti a rispettare il distanziamento sociale, ma quel momento non è ancora vicino. Nemmeno in Paesi dove ormai si registrano pochi casi e dove la campagna vaccinale procede speditamente, come ad esempio nel Regno Unito dove nelle ultime ventiquattro ore si sono registrati solamente due decessi e dove un terzo degli adulti ha già completato il ciclo vaccinale ricevendo sia la prima che la seconda dose. Bisogna infatti tenere conto della prospettiva globale: "Nel Regno Unito abbiamo avuto un notevole successo grazie al programma vaccinale e questa prospettiva si sta avvicinando, ma rispetto alla situazione globale la strada da percorrere è molto lunga".

Per quanto riguarda l'Italia a fare il punto sui mesi a venire è il segretario del Comitato Tecnico Scientifico, Fabio Ciciliano. Il quale ha affermato che, rispetto ai mesi passati, potremo trascorrere "vacanze più tranquille" quest'estate, ma "le precauzioni dovranno continuare". In un'intervista con il Messaggero l'esponente del Cts ha sottolineato che le mascherine potrebbero continuare a rendersi necessarie per tutto il 2021. In Italia, quindi, la possibilità di fare a meno di questi dispositivi di protezione individuale, non è ancora arrivata. Se ne potrà parlare solo una volta raggiunta l'immunità di gregge, che secondo gli esperti dovrebbe accadere in autunno.

"Fino a che la maggioranza della popolazione non verrà immunizzata, dovremo convivere con le regole sul distanziamento e non abbandonare le mascherine", ha aggiunto in un'intervista con La Stampa il portavoce del Cts, Silvio Brusaferro.