“Un mio amico è entrato nella setta ‘Noi è, Io sono’, viene manipolato e non so come aiutarlo”: il racconto di Anna

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Foto di repertorio (da iStock)
Anna, lettrice di Fanpage.it, ha scritto alla redazione perché preoccupata per un suo amico entrato in ‘Noi è, Io sono’. Si tratta di una setta che professa il rifiuto di ogni autorità statale, anche scientifica. “Viene manipolato, crede profondamente a quello che gli dicono”, ha raccontato, “si sta isolando da tutti e ci chiama ‘schiavi'”.

"Un mio carissimo amico è entrato nella setta ‘Noi è, Io sono‘ e lo stiamo perdendo. Viene manipolato, crede profondamente a quello che gli dicono. Non è consapevole di cosa sta facendo, gli hanno fatto il lavaggio del cervello". Questo è il messaggio che Anna (nome di fantasia per garantire il suo anonimato), lettrice di Fanpage.it, ha inviato alcuni giorni fa alla redazione. Anna è preoccupata per il suo amico, che da quando è entrato a far parte di uno dei gruppi ‘Noi è, Io sono' del Sud Italia si sta isolando sempre di più, si è procurato dei documenti farlocchi ed è stato convinto che le forze dell'ordine non possano opporsi in alcun modo.

Come già spiegato in un precedente articolo in modo più approfondito, ‘Noi è, Io sono' è una setta complottista che professa il rifiuto di ogni autorità statale, anche scientifica. Si muove soprattutto via social, con videochiamate tra gruppi Telegram che contano fino a 8mila iscritti, ma organizza anche incontri dal vivo. L'idea di base è che ciascuno di noi ha un alter ego, un ‘uomo di paglia‘, creato dai rispettivi genitori al momento della firma dell'atto di nascita. Una "finzione giuridica", sostiene, unica destinataria degli obblighi di legge. Se un poliziotto ti fa una multa, a pagare non devi essere tu, ma il tuo ‘uomo di paglia'.

Questo tipo di convinzioni può avere conseguenze anche serie nella vita delle persone. Ci sono stati casi di automobilisti fermati per un controllo stradale, che al posto della patente hanno mostrato l'Universal Pass: un documento privo di ogni validità, ma con il quale credono di poter girare il mondo indisturbati. Ad Arezzo, alcuni mesi fa, due bambini sono stati allontanati dalla loro famiglia perché i genitori, appartenenti a ‘Noi è, Io sono', si sono rifiutati di mandarli a scuola. Infine, a Milano è aperta un'indagine sulla morte di Maria Miceli, la ballerina morta a 35 anni perché indotta a interrompere le cure tradizionali contro il tumore da una sedicente dietista. "Che io sappia, al mio amico al momento non è accaduto nulla", ha raccontato Anna a Fanpage.it, "ma si trova in una situazione molto grave e non vorrei che avesse problemi solo perché ingenuo".

Che rapporto hai con lui? Da quanto tempo vi conoscete?

Lo conosco da qualche anno, è una bravissima persona. Il problema è che è molto ingenuo.

È stato lui a parlarti del gruppo ‘Noi è, Io sono'?

La prima volta che me ne ha parlato era già dentro ormai da un paio d'anni. Non faceva nulla di particolare, seguiva le loro attività e basta. Ho iniziato a preoccuparmi quando ha fatto quel documento, il famoso Universal Pass. Me lo ha fatto vedere perché era contento, ma è una cosa grave.

Hai provato a farglielo notare?

Abbiamo provato a suggerirgli di fare attenzione, a fargli notare che quei documenti sono farlocchi. Ma lui ha risposto allontanando tutti da sé. Ha cominciato a parlare di "noi" e di "voi", a offendere chi non la pensava come lui. Ci diceva che siamo "schiavi", "pecore" e che loro sono quelli "risvegliati", con la "mente aperta".

Ogni volta che provavamo a controbattere, litigavamo e aumentava il distacco. Diventava un'altra persona, quasi aggressivo a volte. Per un po' ho provato a non toccare più l'argomento, per non rovinare l'amicizia. Mi convincevo che prima o poi se ne sarebbe reso conto da solo, ma non sta succedendo.

Tu sei entrata in qualche modo in contatto con questo gruppo?

Lui stesso ha provato a farmi entrare. Mi mandava dei link per farmi capire di cosa si trattava, per raccontarmi la sua verità. Mi ha fatto parlare con persone che fanno parte di quel gruppo. Appena capivano che ero contraria alla loro visione delle cose, mi aggredivano. Alcuni li ho sentiti per telefono. Lui poi mi girava i loro messaggi vocali dove parlavano di me, in modo maleducato e aggressivo.

Che idea ti sei fatta?

Da quanto ho potuto capire, non è un gruppo politico, ma di puro complottismo. Parlano anche di spiritualità, di religione. Ci sono soggetti molto delusi dallo Stato, che non hanno gli strumenti adatti per comprendere cosa gli succede intorno, che cercano proprio questo tipo di sfoghi, illudendosi che sia la realtà.

È una vera setta: si chiudono, portano le persone a isolarsi e ad avere problemi con la legge, a non pagare le bollette, rischiando di far perdere loro la casa e anche i figli. Non c'è possibilità di avere un dialogo con loro. Se contesti un punto della loro tesi, sono pronti a spostare la conversazione su un altro argomento. Non rispondono mai in modo diretto e alla fine si convincono che hanno ragione loro.

Parli ancora con il tuo amico, o si è isolato del tutto?

Quando ho ricominciato a parlargli in modo serio, provando a spiegargli che farsi dei documenti falsi è una cosa molto grave, mi ha tagliato fuori dalla sua vita. "Non mi parlare più, non mi chiamare più", mi ha detto, "sei una persona cattiva, non umana, sei schiava". All'interno del gruppo c'è una persona in particolare che lo ha spinto a comportarsi in una certa maniera e lo ha aiutato a compilare quelle carte.

È lo stesso che gli ha detto che se la polizia lo ferma, gli deve dare solo l'Universal Pass, e nessun altro documento. Lo ha convinto che la polizia non gli può fare nulla e che se gli fanno la multa non la deve pagare, così come le tasse. Che io sappia, al momento non gli è accaduto nulla, ma si trova in una situazione molto grave e non vorrei che avesse problemi solo perché ingenuo. Lui crede veramente a queste cose, gli hanno fatto il lavaggio del cervello.

Come pensi di muoverti ora?

Ho deciso di raccontare la mia esperienza perché spero di poter essere d'aiuto a chi si trova nella stessa situazione. Sto valutando di rivolgermi a un avvocato per capire se si possa denunciare in qualche modo questa situazione.

Mi chiedo come sia possibile che lo Stato non riesca a proteggere i più deboli. Si conoscono i nomi di chi sta dietro queste realtà, si sa che creano documenti privi di ogni validità, che istigano a non rispettare la legge italiana. Perché allora non si fa nulla? Anche il mio amico mi diceva: "Se è tutto falso, perché non l'hanno chiuso? Se esiste, è fattibile", e io non ho saputo rispondere. Così però finisce che ci rimette chi non ha gli strumenti per difendersi.

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