Ingoia un ago da cucito nascosto nei grissini e finisce in ospedale: “Quando ho deglutito è stato l’inferno”
"Nel momento in cui ho deglutito è stato l'inferno. Pensavo fosse un pezzo di rosmarino invece era un ago da cucito". Era il pomeriggio del 5 agosto e Anna [nome di fantasia n.d.r.] stava condividendo un pacco di grissini con le colleghe in ufficio quando improvvisamente ha iniziato a non riuscire più a respirare.
"Sentivo un forte bruciore. Solo dopo tre ore al pronto soccorso ho scoperto di aver ingerito un ago", racconta la donna a Fanpage.it. Il 12 agosto il Ministero della Salute ha pubblicato un richiamo alimentare per la presenza di "ago da cucito metallico" nelle Lingue di pane di Pan dei Massi, simile a grissini lunghi e piatti. Proprio questi sarebbero gli alimenti incriminati consumati da Anna. La donna, originaria del Milanese, dopo l'episodio ha sporto denuncia per lesioni e informato il Ministero della Salute, che ha quindi diramato l'alert per tutti i cittadini.
Prima di scoprire la causa di quel dolore, però, Anna ha trascorso ore al pronto soccorso, fino a quando non ha ingerito l'ago che aveva in gola.
La corsa in ospedale: "Tre ore al pronto soccorso per capire cosa avessi"
Vedendola stare male, i colleghi di Anna hanno chiamato il pronto soccorso. "L'ambulanza è intervenuta entro dieci minuti, perché all'inizio si pensava una crisi respiratoria dovuta a un blocco di cibo in gola".
Una volta arrivata i medici cercano di calmarla, minimizzando la situazione: "Dicevano che pian pianino con la saliva e con l'acqua il pezzo di pane si sarebbe sciolto, così mi hanno fatta attendere in sala d'aspetto. Dopo due ore e mezza io stavo ancora peggio. Continuavo a sentire un bruciore alla gola, sul lato sinistro, che non riuscivo a definire".
Dopo aver chiesto aiuto, finalmente viene portata dall'otorino, e a questo punto il medico trova qualcosa, ma il calvario non sembra ancora destinato a finire.
"Tramite una sonda che mi hanno fatto passare attraverso il naso e la gola il medico si è reso conto che c'era un corpo estraneo. Dato che non avevo ingerito nulla che non fossero i grissini abbiamo pensato a un pezzo di rosmarino. A quel punto ha tentato di estrarmelo con una pinza… Tra conati di vomito e tosse alla fine mi è precipitato dentro lo stomaco".
La denuncia per lesioni
A quel punto i medici non l'hanno lasciata andare e Anna, giunta al terzo round di visite, è arrivata nelle mani del gastroenterologo che l'ha addormentata per estrarre il corpo estraneo. "Con la gastroscopia si sono accorti che si trattava di un pezzo di metallo, e al mio risveglio mi hanno detto che era conficcato in gola e poi è precipitato giù nello stomaco, e mi hanno mostrato l'ago da cucito. Io sono rimasta scioccata perché mai e poi mai avrei potuto pensare a una cosa del genere".
Il referto conferma la presenza dell'ago, e una volta passata la paura Anna ha scelto di rivolgersi alla giustizia presentando una denuncia ai Carabinieri.