Leonardo Ventimiglia è un marittimo, per la precisione un animatore sulle navi da crociera: fermo da un anno, i soldi del premio di consolazione gli sarebbero proprio serviti. Vince venticinquemila euro di vincita, ma abbandona il biglietto vincente sul tavolino del bar dopo aver controllato il primo premio e i premi da cinquantamila euro, poi lo chiama la madre che gli comunica la vittoria e lui si mette a cercare inutilmente ovunque: nell'immondizia del bar, nel bagagliaio delle macchine degli amici… insomma una specie di commedia.

Meno male che almeno Leonardo l'ha presa con ironia e con spirito, tanto da chiederci di raccontare questa strana storia di fortuna e sfortuna. La fortuna di vincere e la sfortuna di non crederci abbastanza; la fortuna di avere una mamma che dice soltanto di volerti picchiare (e poi non lo fa) e la fortuna di abitare a Quinto di Genova, così che guardando il mare prendiamo la misura delle piccole cose degli esseri umani. Anche se 25mila euro a Leonardo avrebbero fatto comodo eccome.

Così si ritrovano i quattro amici di sempre al bar, qualche birra, a commentare che "è andata così" e a chiedere un altro drink al barista, che evidentemente li fa molto buoni se poi le distrazioni sono così madornali. Leonardo mi ha raccontato che questa della Lotteria Italia è una vecchia tradizione di sua madre, cui la zia comprava sempre un biglietto per Natale come portafortuna. Da qui l'impegno di sua madre a segnarsi tutti i numeri dei biglietti distribuiti in famiglia e a verificare eventuali vittorie. "Sarebbe stato meglio se non se li fosse segnati" ha commentato laconico Leonardo.