Uccise un ladro col Suv: come mai Cinzia Dal Pino resta ai domiciliari anche dopo una condanna a 18 anni

Ieri la Corte di Assise di Lucca ha condannato a 18 anni Cinzia Dal Pino, l’imprenditrice di 65 anni che l'8 settembre 2024 a Viareggio uccise Noureddine Mezgui, detto Said, marocchino di 52 anni “colpevole” di averle tentato di rubare la borsa. Dai Pino travolse con un Suv l’uomo passando più volte sul suo corpo fino a provocarne la morte. In un video si vede l'intera scena. La donna è stata condannata per omicidio volontario ma a una pena più lieve rispetto alla richiesta dell’ergastolo avanzata dall’accusa e la Corte ha anche stabilito l'espiazione della condanna alla detenzione domiciliare. L’imprenditrice rischierà mai di andare in carcere? Ne abbiamo parlato con Paolo Di Fresco, avvocato penalista del Foro di Milano.
Come mai Cinzia Dal Pino resta ai domiciliari anche dopo una condanna a 18 anni di carcere?
Cinzia del Pino è stata condannata ma la sentenza non è ancora definitiva e, quindi, nei suoi confronti vale ancora la presunzione d’innocenza. Rimane tuttavia ai domiciliari perché evidentemente sono ancora sussistenti le ragioni che, in fase di indagini, suggerirono di sottoporla a una misura cautelare.
Resta misura cautelare in corso "senza istanza della difesa": che cosa poteva fare la difesa?
Ottenere la revoca della misura cautelare nel corso di un processo per omicidio e con un P.M. intenzionato a chiedere la condanna all’ergastolo sarebbe stato difficile. Più avanti, però, la difesa potrà farlo formulando un’apposita istanza alla stessa Corte d’Assise. Potrà anche procedere per gradi, chiedendo intanto l’applicazione di una misura meno afflittiva: penso all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, previsto dall’art. 282 c.p.p.
Non è stato riconosciuto l'eccesso colposo di legittima difesa, quando si concretizza?
L’eccesso colposo, previsto dall’art. 55 c.p., sussiste quando chi è costretto a reagire per difendersi superi colposamente i limiti di reazione consentiti dalla legge. A causa di un errore di valutazione del pericolo o nell’esecuzione dell’azione difensiva (compiuta, ad esempio, attraverso mezzi particolarmente violenti) , viene meno la necessaria proporzione tra offesa e difesa. Nel caso specifico, la Corte ha escluso che Cinzia Dal Pino abbia agito per difendersi travalicando per colpa i limiti di legge. Al contrario, sostiene che abbia agito con l’intenzione di uccidere. Meglio ancora, che abbia agito con dolo eventuale: cioè che abbia messo in conto la possibilità di uccidere e abbia scelto di agire comunque pur di perseguire il suo scopo.
Rischia il carcere a eventuale condanna definitiva?
Sì, certo. Se la sentenza fosse confermata in appello prima e in Cassazione poi. In tal caso, dovrebbe scontare la pena in carcere.
Ha collaborato Giorgia Venturini