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Uccide l’ex moglie in ospedale e si suicida a Lido di Camaiore, il primario: “Veniva ogni giorno, gesto impensabile”

“Veniva tutti i giorni, impensabile un gesto del genere”. Lo ha detto Federico Posteraro, responsabile del reparto di riabilitazione dell’ospedale Versilia di Lido di Camaiore, dove Franco Rossi ha ucciso l’ex moglie Myria Dini e poi si è suicidato gettandosi da una finestra.
Immagine di repertorio.
Immagine di repertorio.

Veniva tutti i giorni, era una persona tranquillissima, con un'educazione fuori dalla norma, non aveva lasciato naturalmente trasparire nessun atteggiamento da far pensare che potesse compiere un gesto del genere".

A parlare è Federico Posteraro, responsabile del reparto di riabilitazione dell'ospedale Versilia di Lido di Camaiore, dove nella mattinata di oggi Franco Rossi, 86 anni, ha ucciso a coltellate l'ex moglie 67enne Myria Dini e poi si è suicidato gettandosi da una finestra al terzo piano del nosocomio, dove la donna era ricoverata.

L'86enne, ha spiegato il medico, "era una persona fiduciosa nei nostri confronti, noi nei suoi e anche molto presente nel venire a trovare l'ex moglie. Impensabile che potesse fare un gesto del genere”.

Sullo stato di salute della 67enne il primario si è limitato a dire che aveva “un grave disturbo di coscienza ”, tale che quando è stato colpita non c'è stato alcun grido. Da quanto appreso la donna aveva avuto un problema cardiaco a cui poi ne era seguito uno neurologico.

Nel reparto di riabilitazione del Versilia – un'unità di alta specialità, è stato spiegato dai sanitari, dove vengono ricoverate le persone che hanno avuto un periodo di coma – la donna era arrivata da una ventina di giorni e la prognosi non era stato ancora definita.

“Se avessimo avuto tutti gli elementi per dire che era in uno stato irreversibile non sarebbe stata da noi”, ha aggiunto il responsabile. Oggi, ha detto ancora il medico, l'ex marito si è presentato intorno alle 11.30 e ha chiesto di entrare prima dell’orario delle visite, dicendo alla caposala ‘Ho il permesso del medico’.

“Era accaduto altre volte che avesse il permesso ma stamani non era vero ”. L'ex moglie era sola nella stanza quando l'86enne l'ha accoltellata. A dare l'allarme è stata una Oss che passando davanti alla stanza con la porta aperta e ha visto l'uomo sul davanzale della finestra. A seguito di quanto accaduto è scattata un'assistenza anche per il personale del reparto.

Il sindaco di Camaiore: "Conoscevo entrambi, notizia terribile per la comunità"

Sull'accaduto è intervenuto anche Marcello Pierucci, sindaco di Camaiore (Lucca), che conosceva bene la coppia. "Era molto legato a sua moglie. Li conoscevo entrambi e vedevo in loro un bel rapporto, positivo. Franco lo avevo incontrato durante le ultime elezioni di Viareggio, visto che con lui spesso parlavamo di politica".

"Mi aveva raccontato della moglie Mirya, mi aveva detto che le avevano diagnosticato un male irreversibile. Era distrutto da questa cosa. Sia di Franco che di Mirya ho un ricordo positivo, erano due belle persone. Io, del Pd, mi trovavo spesso a discutere bonariamente con Franco, che era di Forza Italia", aggiunge il primo cittadino.

"Mai avrei pensato arrivasse a qualcosa di simile. Una notizia terribile per tutta la comunità, che arriva a pochi giorni da un altro terribile fatto di cronaca che ci ha colpiti da vicino. – conclude facendo riferimento all'omicidio di Kety e Mirko, madre e figlio uccisi dal marito e padre Piero Moriconi.

"Esprimo cordoglio per le famiglie e soprattutto un profondo e umano dispiacere. È una giornata triste". Secondo quanto appreso, proprio oggi, venerdì 3 luglio, era il giorno del compleanno della donna.

L'arcivescovo di Lucca: "Non è questa la risposta alla sofferenza"

Sull'accaduto è intervenuto anche l'arcivescovo di Lucca Paolo Giulietti: "Quando il dolore si fa grande, e magari è vissuto nella solitudine, ci si illude di risolverlo togliendo di mezzo le persone. La risposta alla sofferenza non è questa, anche quando si ammanta di pietà", ha commentato.

"Questo episodio di omicidio-suicidio, al di là dei precisi contorni motivazionali, che spetta agli inquirenti chiarire, ci mette ancora una volta dinanzi al mistero del male. – aggiunge – È la vicinanza umana, che consola e conforta chi è nel dolore; è la speranza cristiana, che riconosce il valore di ogni istante di vita, nella prospettiva del destino eterno dell'uomo".

E conclude: "Non ci rimane altro che affidare la vittima e il suo assassino alla misericordia di Dio, sperando che questa vicenda apra gli occhi di tutti a riconoscere la sacralità e l'inviolabilità della vita umana".

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