La vittoria di Geraint Thomas nella tappa dell’Alpe d’Huez al Tour de France è passata in secondo piano dopo la caduta, l'infortuno e il ritiro di Vincenzo Nibali: a quattro chilometri dall’arrivo il ciclista siciliano è stato urtato da una moto ed è caduto a terra. Un incidente che ha compromesso il grande pomeriggio dello "Squalo dello Stretto" che è riuscito a limitare i danni perdendo solo 13 secondi grazie anche al fair play dei compagni di fuga, patto che poi è stato rotto da Bardet che è scattato. Sullo sprint finale a imporsi è stato di nuovo Thomas davanti a Dumoulin, Bardet e Froome, rimanendo saldamente in maglia gialla.

A preoccupare, più del fatto che i 13 secondi siano stati confermati dalla direzione di gara, sono le condizioni di Nibali per i prossimi giorni: dopo gli esami in ospedale, gli accertamenti nella serata hanno confermato che ha riportato una frattura della decima vertebra toracica. Dopo la gara aveva commentato così le sue condizioni:

Mi è mancato un po’ di respiro per ripartire subito, in questo momento non riesco a stare bene in piedi, speriamo che non sia una cosa troppo grave. Il contraccolpo mi ha dato problemi alla schiena.

Dopo il primo referto Nibali ha lasciato il centro medico del Tour e si è recato all'ospedale di Grenoble per ulteriori accertamenti: la sua manifestazione è finita.

Nibali: Stavo seguendo Froome e sono caduto

Lo stesso corridore siciliano ammette di averci capito poco sulla caduta che lo ha coinvolto nel finale di tappa dell'Alpe d'Huez:

C’era Bardet davanti che aveva attaccato. Stavano passando le moto della polizia e io ho seguito Froome che stava attaccando a sua volta, ma c’è stato un rallentamento e sono finito a terra. Sono cose che possono accadere perché c’è tanto pubblico in questi restringimenti. Stavo bene, ci credevo fortemente, la gamba girava bene, avevo buone sensazioni. Ho fatto un attacco per vedere se qualcuno reagiva, ma l’idea era di scattare nel finale.