Terni, fermato dopo 4 giorni di fuga l’uomo che ha preso a martellate la moglie sul bus: faceva colazione al bar
Fermato l'uomo che sabato 9 maggio ha colpito ripetutamente la moglie alla testa con un martello mentre si trovavano su un autobus a Santa Lucia di Stroncone, in provincia di Terni. L'aggressore subito dopo l'episodio violento si è dato alla fuga. L'uomo non era nuovo a episodi del genere: anche il giorno in cui ha colpito indossava il braccialetto elettronico che gli era stato imposto dall'Autorità giudiziaria proprio per precedenti episodi di violenza nei confronti della moglie. Ora l'uomo è stato fermato con l'accusa di tentato femminicidio.
Arrestato dopo la colazione al bar
L'uomo, 42 anni, è stato riconosciuto mentre faceva colazione in un bar di Stroncone grazie alle foto segnaletiche che giravano nei gruppi cittadine di Facebook. Due addette al servizio commerciale e alcuni clienti presenti in quel momento lo hanno riconosciuto e hanno avvisato subito i Carabinieri.
"È arrivato in maniera molto tranquilla e si è seduto – ha raccontato Maria, una delle addette del locale – Sembrava molto tranquillo e ha pagato regolarmente. Ha chiesto un biglietto dell'autobus che però non avevamo ma si è diretto ugualmente verso la fermata". Non ha però fatto in tempo a raggiungerla perché sono arrivati i carabinieri che avevamo chiamato dopo averlo riconosciuto da una foto su Facebook.
Dopo aver fatto colazione con un cappuccino, due paste e un panino, ha chiesto un biglietto per l'autobus che però il bar non aveva. L'uomo si è allontanato comunque in direzione della fermata, ma ad attenderlo c'era una pattuglia che lo ha immediatamente identificato e fermato per il tentato femminicidio della moglie.
Secondo le ricostruzioni, sabato era salito sul bus precedendo la moglie di alcune fermate. Una volta sul mezzo l'aveva ridotta in fin di vita per poi liberarsi del braccialetto elettronico e del martello. Da quel momento sono partite le ricerche delle Forze dell'ordine in tutta Italia. La vittima è una donna di 44 anni di origini marocchine. Il giorno dell'aggressione è stata immediatamente soccorsa dal personale del 118 ma in ragione della gravità delle lesioni inflitte è stato necessario trasferirla con l'elisoccorso Nibbio all'ospedale di Terni, dove si trova ancora oggi in prognosi riservata.
Procura: "Verifiche sul funzionamento del braccialetto elettronico"
Ora che l'uomo è stato fermato, gli sforzi degli inquirenti sono tesi a verificare il corretto funzionamento del braccialetto elettronico applicato il 4 aprile. Il procuratore di Terni, Antonio Laronga, durante un punto stampa con i giornalisti: "Vogliamo capire se questo strumento abbia fatto il suo dovere". Ha però sottolineato che "anche avesse funzionato al cento per cento la signora non avrebbe avuto scampo". E ha aggiunto: "l'alert sarebbe partito quando l'uomo è salita sull'autobus, e quindi ci sarebbe stato un tempo insufficiente per le forze dell'ordine per intervenire".
Il dispositivo serve per segnalare alle forze dell'ordine quando la persona oggetto delle misure restrittive si trova nelle vicinanze della vittima. "Quel bracciale è tarato su 500 metri – ha spiegato – e quindi nel momento in cui arriva l'autobus e lei sale dà il segnale alla società che gestisce questi dispositivi e questa informa le le forze dell'ordine. Non ci sarebbe quindi stato il tempo materiale per intervenire. Sarebbe stato impossibile intervenire in sua difesa".
