Aggredita a martellate su bus a Stroncone, 43enne ancora in pericolo di vita: le ricerche del marito proseguono

Stanno andando avanti senza sosta, anche fuori dall'Umbria, le ricerche del marito della donna gravemente ferita alla testa dopo essere stata aggredita a martellate su un autobus di linea in una frazione di Stroncone, piccolo comune a pochi chilometri da Terni.
La vittima dell'aggressione, avvenuta ieri, sabato 9 maggio, è ancora ricoverata in rianimazione e in pericolo di vita all'ospedale di Terni. Il marito, identificato come il responsabile dell'accaduto è riuscito a fuggire a piedi facendo al momento perdere le proprie tracce. La coppia è originaria del nord Africa dove si era sposata. Poi il trasferimento in Italia.
L'uomo indossava il braccialetto elettronico, in corso accertamenti sul funzionamento
La donna, 44 anni da compiere nei prossimi mesi, lavora come badante nella zona. Il marito è invece un operaio. L'uomo indossava il braccialetto elettronico per reati da "codice rosso" proprio nei suoi confronti. L'apparecchio è poi è stato trovato strappato vicino al bus. Dagli accertamenti è emerso che se lo sarebbe tolto dopo avere colpito la moglie.
Un aspetto che però è ancora al vaglio dei Carabinieri, diretti dal procuratore di Terni Antonio Laronga che hanno acquisito il dispositivo per verificarne in corretto funzionamento. Sul luogo dell'aggressione gli investigatori hanno trovato il martello usato per colpire la donna. Pare che la donna fosse salita alla fermata precedente rispetto al luogo dove è stata colpita.
La conducente dell'autobus su cui la donna aggredita è stata subito sentita dagli investigatori presso il comando provinciale dei carabinieri di Terni. Si tratta di una giovane di 25 anni, che lavora per una ditta privata. Profondamente scioccata dall'accaduto, sarebbe stata lei a lanciare immediatamente l'allarme dopo aver fermato il mezzo.
Ad aprile l'arresto per maltrattamenti e lesioni personali
Il marito era entrato in Italia nel novembre 2025, ricongiungendosi con la moglie con cui si era precedentemente sposato in Marocco. Lo scorso febbraio, come detto, aveva ottenuto il permesso di soggiorno, iniziando a lavorare come operaio rocciatore nel nord Italia.
Ad aprile i Carabinieri di Terni lo avevano fermato nella casa familiare per maltrattamenti e lesioni personali ai danni della moglie. Si era licenziato, forse a fine marzo, e proprio questo aspetto, connesso a questioni economiche e familiari, avrebbe scatenato la lite che aveva portato all'arresto di inizio aprile.
Ma i maltrattamenti, secondo quanto denunciato dalla donna, sarebbero stati anche precedenti. In seguito all'arresto, il 42enne si era visto applicare la misura dell'allontanamento dalla casa familiare con divieto di avvicinamento ai congiunti, con l'applicazione del braccialetto elettronico.