26 Marzo 2018
16:13

Taranto, il “Fiume dei Poeti” diventa una discarica: “E’ l’oblio, rischia di scomparire”

A pochi passi da Taranto c’è il Galeso, il “Fiume dei Poeti”, decantato da Orazio e Virgilio ma che ora rischia di scomparire, sommerso dai rifiuti che vengono scaricati quotidianamente vicino alle sue sponde…
A cura di Simone Nocentini

Osservando lo stato attuale del fiume Galeso, sembrano ormai lontanissimi i tempi in cui Virgilio (nelle "Georgiche") e Orazio (all'interno dell'ode "A Settimio"), lo citavano all'interno delle loro prose, dedicandogli dei versi storici che gli valsero il glorioso appellativo di "Fiume dei Poeti".

Ci troviamo a pochi passi da Taranto dove nasce appunto il fiume Galeso, uno dei più piccoli al mondo, con una lunghezza complessiva di 900 metri e una profondità media di mezzo metro.

Prosa a parte, storicamente il Galeso ha sempre rappresentato un'enorme importanza all'interno della società tarantina, sia come risorsa idrica che economia. Utilizzato un tempo per il lavaggio dei velli grazie alla particolare durezza delle proprie acque, oggi il Galeso viene impiegato per l'irrigazione dei campi limitrofi.

In quest'area, negli anni passati le varie Amministrazioni Comunali hanno dedicato interventi e finanziamenti pubblici volti alla creazione del "Parco Letterario del Fiume Galeso" e di un C.E.A. (Centro di Educazione Ambientale), con "l'obiettivo di salvaguardare e valorizzare l'unico corso d'acqua che sfocia nel primo seno del Mar Piccolo".

Nonostante il prestigio storico di questo importante, se pur brevissimo, corso d'acqua, e nonostante le belle idee mai concretizzate per rilanciare la zona, a due passi dalle sue sponde prolifica uno scenario di assoluto degrado, dove è nata una vera e propria discarica a cielo aperto dove possiamo trovare materiali edili, calcinacci, sanitari, mobili, elettrodomestici, resti di imbarcazioni, polistirolo e plastica di ogni tipo.

A denunciare la situazione di emergenza è stata Legambiente Taranto attraverso alcuni sopralluoghi.

Tutto ha inizio più di un mese fa, quando la sezione tarantina di Legambiente ha richiamato l'attenzione del Comune chiedendo "un intervento straordinario di pulizia dell’intera area, per asportare tutti i cumuli di rifiuti che ne distruggono la bellezza e restituirla alla fruizione della cittadinanza, e l’adozione di sistemi di videosorveglianza che costituiscano un disincentivo al suo utilizzo come discarica a cielo aperto".

Dopo circa 5 settimane da quell'appello, Legambiente ha voluto eseguire un ulteriore sopralluogo in prossimità del fiume Galeso per verificare se l'Amministrazione Comunale si fosse mossa per bonificare la zona. Risultato? La situazione è assolutamente identica al quadro disastroso di più di un mese fa: "I cumuli di rifiuti che ricoprono senza soluzione di continuità il ciglio della stradina che corre nei pressi della linea ferroviaria e passa sotto la superstrada che scavalca il Galeso, sono sempre lì, anzi, nuovi apporti ne hanno accentuato la presenza arrivando a farne una componente stabile del paesaggio dell’area", ci racconta Legambiente Taranto.

 

Un ulteriore appello viene rivolto al Comune del capoluogo tarantino: "Dopo un mese l’Amministrazione Comunale di Taranto non ha ancora dato nessuna risposta alle richieste di Legambiente: non è dato perciò di sapere se e quando i rifiuti verranno rimossi, e cosa intende fare il Comune per restituire l’area del Galeso ad un futuro degno di questo nome – commentano da Legambiente Taranto -. Questo risulta essere, nei fatti, l’atteggiamento concreto delle istituzioni e della politica tarantine rispetto all'obiettivo di trasmettere il messaggio che “la tutela del paesaggio e lo studio della sua memoria storica costituiscono valori culturali ineludibili e premessa per un uso consapevole del territorio e uno sviluppo sostenibile” richiamato dalla Carta nazionale del paesaggio".

Legambiente chiede urgentemente un incontro con l'Amministrazione Comunale: "Noi non ci rassegniamo all'oblio e, con esso, alla cancellazione del fiume celebrato da Virgilio, Orazio, Marziale e tanti altri poeti dalla memoria e dal vissuto quotidiano di una città. Salvare il Galeso è importante: non è possibile che la comunità jonica, le sue istituzioni, le sue rappresentanze politiche e sociali assistano silenziose e immobili alla graduale cancellazione di un luogo-simbolo di Taranto. Rilanciamo l’appello: salviamo il Galeso, il fiume dei poeti. E all'Amministrazione Comunale torniamo a chiedere pubblicamente un incontro urgente e risposte concrete", concludono.

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