Strage di Castel Volturno

Dopo gli 11 arresti dello scorso 25 marzo, un altro duro colpo per il clan dei Casalesi: ergastolo per il boss Giuseppe Setola e i suoi commilitoni Davide Granato, Alessandro Cirillo e Giovanni Letizia; 30 anni per Antonio Alluce. E' questo quanto deciso dalla Corte d'Assise di Santa Maria Capua Vetere che li ha ritenuti responsabili della strage dei ghanesi del 2008 a Castel Volturno. Per i condannati anche le aggravanti della finalità terroristica e dell'odio razziale. . La sentenza della Corte è stata accolta tra gli applausi dagli immigrati presenti in aula, persone che sanno quanto duro sia vivere e sopravvivere in zone dove la guerriglia urbana è all'ordine del giorno.

E lo sa bene anche il pubblico ministero Cesare Sirignano che nella sua requisitoria ha parlato delle lotte per il controllo del traffico di droga nel territorio di Castel Volturno, lotte che spesso coinvolgono anche persone che con la droga non hanno nulla a che vedere. Come avvenne in quel tragico 18 settembre del 2008 quando a Castel Volturno un commando di camorristi armato di mitragliatrici infierì su un gruppo di immigrati ghanesi, sterminandone 6. Il tutto davanti alla sartoria Ob ob Exotic.

Prima che la Corte presieduta da Elvira Capecelatro si fosse ritirata in camera di Consiglio, Setola ha voluto rendere delle dichiarazioni spontanee. Il boss ha affermato di non aver nulla a che fare con la strage, ma di aver compiuto "solamente" estorsioni. Setola ha inoltre definito inattendibile il pentito Oreste Spagnuolo che, a suo dire, nutrirebbe nei suoi confronti sentimenti di vendetta a causa di vecchi dissapori.

In aula hanno testimoniato anche il Ministro degli Interni Roberto Maroni e Joseph Aymbora, l'unico sopravvissuto alla mattanza e che nel processo s'è costituito parte civile. Joseph riuscì a salvarsi perché si finse morto mentre l'aria attorno a lui si riempiva di pallottole. Una testimonianza agghiacciante la sua: "Sporchi neri bastardi" avrebbero urlato gli uomini del commando mentre sparavano all'impazzata. All'immigrato la Corte ha riconosciuto una provvisionale di 200 mila euro.