Sorelle scomparse, proseguono le ricerche: l’ipotesi dei cellulari ‘segreti’ portati via dalle ragazze

Stanno andando avanti senza sosta le ricerche di Sarah e Alisya, le due sorelle di 12 e 16 anni allontanatesi dalla casa famiglia di Civitella Alfedena (L'Aquila) dove erano ospitate nella notte tra sabato 6 e domenica 7 giugno.
"Stiamo lavorando sul lago di Barrea, perlustrando le sponde e le aree circostanti, senza l'impiego di sommozzatori", scrivono nell'ultimo aggiornamento relativo alle ricerche i Vigili del fuoco impegnati nelle operazioni. "Purtroppo non abbiamo ancora novità, ma anche in queste ore siamo al lavoro sul lago senza sosta", aggiungono.
Nelle operazioni di ricerca sono impiegati droni ed elicotteri, unità cinofile con personale del Soccorso alpino e dei Vigili del fuoco. "Da giorni li vediamo operare continuamente nella zona, non si parla di altro ormai che delle due ragazze", riferiscono alcuni esercenti delle attività che si affacciano sul Lago di Barrea.
Parallelamente, prosegue il lavoro degli investigatori che stanno analizzando sui video registrati nel vicino comune di Alfedena, dai quali sono emersi circa 300 passaggi di veicoli. Nella struttura da cui si sono allontanate le minorenni, invece, non sarebbero presenti sistemi di videosorveglianza né impianti di allarme.

L'attenzione, dunque, è concentrata sull'analisi dei singoli fotogrammi per individuare targhe, modelli di auto e qualsiasi altro elemento utile a ricostruire gli spostamenti delle due ragazze.
La pista principale seguita dagli investigatori, infatti, è quella di una fuga programmata, come farebbe pensare il fatto che le due sorelle hanno portato con loro abiti, trucchi ed altri effetti personali. Hanno invece lasciato i loro telefonini in camera nella struttura prima dell'allontanamento, una decisione piuttosto singolare, se si considera l'attaccamento ai social degli adolescenti.
L'idea di una fuga programmata con l'aiuto di un complice esterno sarebbe rafforzata dall'ipotesi di altri telefoni, diversi da quelli usati in comunità, tenuti segreti dalle ragazze e portati via. A quanto si apprende, i Carabinieri stanno verificando con la massima attenzione l'attendibilità di alcune testimonianze.
La Procura di Sulmona indaga sul caso, nei giorni scorsi sono stati aperti due fascicoli: uno per sottrazione di minori, al momento senza indagati, e uno per abbandono di minori, che vede indagati i responsabili della struttura dove erano ospitate.
Ai soccorritori è stato rivolto l'ultimo messaggio pubblico del padre delle ragazze, Stefano Di Giacinto, affidato nella notte a un post sui social: "Confido pienamente in tutte le forze dell'ordine e non solo. Arriverà la fine, pregando che arrivi al più presto la buona notizia".
Nelle stesse ore Di Giacinto era stato allertato per un presunto avvistamento delle figlie, somiglianti a due ragazze riprese in un video pubblicato su TikTok e segnalato dall'associazione Penelope, che assiste i familiari delle persone scomparse. Gli accertamenti successivi hanno però escluso, anche stavolta, che le giovani riprese fossero Sarah e Alisya.
"Dalle ricerche non è emerso alcun elemento utile – hanno spiegato i Vigili del fuoco – L'area da controllare è molto vasta e la situazione resta complessa. Abbiamo diverse squadre tuttora impegnate sul campo e stiamo facendo tutto il possibile".
Critiche sono state mosse, invece, dal legale della madre delle ragazze, Valentina D'Acunto. "Le ricerche delle ragazze credo siano partite con ritardo – afferma l'avvocato Enrico Mastantuono – non da ultimo perché le perquisizioni nelle abitazioni dei genitori e dei nonni sono state effettuate soltanto mercoledì 10″, a tre giorni dalla scomparsa dalla casa famiglia.