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26 Febbraio 2019
09:07

Sardegna, assalto armato a una cisterna del latte: camion dato alle fiamme in strada

L’elezione di un nuovo presidente della Regione non ferma le proteste dei pastori sardi: stamattina intorno alle 6 e 30 un camion cisterna è stato dato alle fiamme tra Nule e Osidda, in provincia di Sassari. Oggi vertice in prefettura per trovare un accordo sul prezzo del latte.
A cura di Davide Falcioni
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Continuano le proteste dei pastori sardi: intorno alle 6 e 30 di questa mattina uomini armati e con il volto coperto hanno dato l'assalto a un camion cisterna, incendiandolo. Il mezzo è stato costretto a fermarsi in mezzo alla strada tra Nule e Osidda, il conducente è stato fatto scendere, poi il camion è stato dato alle fiamme: l'assalto arriva all'indomani della proclamazione di Christian Solinas alla guida della Regione Sardegna, ma soprattutto nel giorno in cui è stato fissato a Sassari un incontro in Prefettura tra rappresentanti dei pastori e trasformatori per cercare un accordo soddisfacente sul prezzo del latte.

Quello di stamattina non è il primo assalto a un camion cisterna: due giorni fa, nel pieno del voto per le elezioni regionali, uomini incappucciati e armati avevano bloccato il transito di un altro mezzo a Orune, in provincia di Nuoro. Il conducente è stato costretto a scendere e a sversare a terra tutto il contenuto che stava trasportando al caseificio Pinna di Thiesi (Sassari), uno dei più importanti dell’Isola. Quello di domenica è stato il primo assalto armato con i fucili in Sardegna da quando è iniziata la protesta degli allevatori, le cui ragioni vanno ricercate nel tentativo di strappare un prezzo del latte più vantaggioso.

Le ragioni della protesta dei pastori sardi

I pastori sardi sono sul piede di guerra ormai da oltre due settimane contro il prezzo del latte sceso sotto i 60 centesimi al litro. L’ultimo accordo prevede un primo prezzo di 72 centesimi al litro, per poi arrivare, entro fine 2019, a 1,20 centesimi al litro. Nelle loro richieste al governo gli allevatori avevano esplicitamente inserito il pagamento di 1 euro più IVA per ogni litro di latte. Dal canto suo il Viminale, anche nel tentativo di contenere una protesta che aveva fatto "irruzione" nel pieno della campagna elettorale, aveva offerto l'immediato ritiro di 67mila quintali di forme di pecorino in eccedenza che potrebbero essere consegnate a mense per i poveri e ospedali. Il governo avrebbe quindi messo sul tavolo 24 milioni di euro, ai quali si sarebbero aggiunti altri 10 milioni della Regione Sardegna e altrettanti dal Banco di Sardegna, per un totale di 44 milioni.

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