"L'Anpi Vzpi di Trieste, assieme all'Anpi nazionale, richiede lo scioglimento di CasaPound Italia in quanto organizzazione fascista e la contestuale ed immediata rimozione degli oltraggiosi manifesti", così il presidente del comitato provinciale Anpi Vzpi di Trieste, Fabio Vallon, si è scagliato contro l'organizzazione di estrema destra dopo la comparsa di alcuni manifesti affissi la notte scorsa sul carso triestino e firmati da CasaPound  che accusano senza mezzi termini alcuni antifascisti locali di essere dei terroristi e non dei martiri. I manifesti sono comparsi nelle scorse ore a Opicina, quartiere del comune di Trieste, ed erano indirizzato contro la commemorazione di cinque antifascisti locali fucilati il 15 dicembre 1941 sulla base di una sentenza emessa da un Tribunale speciale fascista.

Nelle locandine apparse nel parco della Pace, l'ex poligono di tiro dove domenica sono in programma le commemorazioni degli antifascisti, i cinque fucilati vengono definiti "terroristi, né vittime né martiri". Non solo, sui manifesti, che hanno come sfondo  la bandiera Jugoslava, per ognuno di loro son elencati i capi di accusa per i quali sono stati condannati: tutte accuse però formulate dal Tribunale Speciale per la difesa dello Stato, l'organo fascista deputato alla repressione sommaria del dissenso. Proprio su questo punto l'Anpi chiede che Casapound venga accusata di apologia di fascismo

"I manifesti affissi illegittimamente questa notte sul carso triestino ad Opicina da parte di CasaPound Italia Trieste rappresentano un atto gravissimo, che riteniamo possa configurarsi come apologia del fascismo" ha scritto Vallon , aggiungendo: "Infatti i manifesti riportano i capi d'accusa specifici del Tribunale Speciale per la difesa dello Stato, organo fascista deputato alla repressione sommaria del dissenso (in particolare, vedi sentenza numero 282 del 14 dicembre 1941, presidente Tringali e relatore Lanari)". "Questi fatti, assieme alle contestuali dichiarazioni pubbliche degli stessi rappresentati di CasaPound relative alla “giusta e legittima” sentenza del criminale tribunale, non possono essere tollerati, perché in aperto contrasto con i valori costituzionali della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza" conclude il comunicato dell'associazione nazionale partigiani.