Pizza e bibita sempre più care, Bolzano e Sassari tra le città dove si spende di più: l’indagine di Altroconsumo

Un tempo bastavano pochi euro per una pizza e una bibita, una delle abitudini più semplici e condivise della vita quotidiana italiana. Oggi, però, quel rituale sempre uguale a sé stesso inizia davvero a pesare sul portafoglio. L’ultima indagine di Altroconsumo, basata sui dati dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, conferma un aumento costante: +4,4% nell’ultimo anno e addirittura +26% rispetto al 2021. Un trend che non colpisce ovunque allo stesso modo, ma che sta ridisegnando la geografia del “pasto facile” fuori casa.
Le 30 città analizzate mostrano un Paese diviso. In alcune realtà il conto resta ancora relativamente contenuto, in altre ha ormai superato soglie che fino a pochi anni fa sembravano difficili da immaginare. La fascia dei 10-12 euro è diventata la più diffusa, mentre in diversi centri si arriva stabilmente oltre i 13-14 euro.
Colpisce anche un altro dato: dentro la stessa città, lo stesso pasto può costare molto diversamente, segno di un mercato sempre più frammentato tra pizzerie tradizionalie e locali di fascia alta.
Quali sono le città dove mangiare una pizza costa di più
Tra le città analizzate da Altroconsumo, quelle con i prezzi medi più alti non sono sempre le più grandi. In cima alla classifica c’è Bolzano, seguita da Palermo e Sassari, poi Milano, Venezia, Trento e Firenze. Subito sotto si collocano altre realtà come Torino, Bologna, Aosta e Brescia, che completano il quadro delle città sopra la media nazionale.
- Bolzano – circa 15,04 €
- Palermo – circa 14,56 €
- Sassari – circa 14,53 €
- Milano – circa 14,02 €
- Venezia – circa 13,84 €
- Trento – circa 13,69 €
- Firenze – circa 13,56 €
- Novara – circa 11,69 €
- Cagliari – circa 11,56 €
- Perugia – circa 11,57 €
- Roma – circa 11,45 €
- Ascoli Piceno – circa 11,39 €
- Trieste – circa 11,29 €
- Verona – circa 11,08 €
- Messina – circa 11,09 €
- Genova – circa 10,95 €
- Napoli – circa 10,94 €
- Bari – circa 10,86 €
- Pescara – circa 10,34 €
- Catanzaro – circa 10,22 €
- Parma – circa 10,41 €
- Reggio Calabria – circa 9,47 €
- Livorno – circa 9,53 €
Nel complesso, quindi, il campione mostra una forte concentrazione tra i 10 e i 12 euro, segno che quella che un tempo era una “cena economica per tutti” sta diventando sempre meno uniforme sul territorio.
Quanto è aumentato il prezzo rispetto a qualche anno fa
Il confronto con il 2021 rende ancora più evidente il cambiamento. In media, il costo di una pizza con bibita è aumentato di circa un quarto in cinque anni, ma con differenze molto marcate tra le città, che restituiscono un’Italia tutt’altro che omogenea.
A guidare la classifica dei rincari è Palermo, con un incremento che arriva fino al 60%, seguita da Napoli con il 51%, un dato sicuramente significativo per quella che è la città simbolo della tradizione della pizza in tutto il mondo. Nel Nord Italia spiccano Bolzano e Udine, entrambe con aumenti tra il 38% e il 43%, mentre anche Sassari conferma una crescita importante, segno di un rialzo diffuso che non riguarda solo le grandi città.
Più contenuti i movimenti in alcune realtà come Ancona e Perugia, dove i prezzi risultano sostanzialmente stabili rispetto al 2021 o comunque con variazioni minime. Un’eccezione singolare è invece Parma, l’unica città del campione a registrare un calo nel lungo periodo.
C'è da dire che accanto al tema degli aumenti medi, emerge cona forza anche un altro elemento: la crescente variabilità dei prezzi all’interno delle stesse città. In altre parole nono esiste più un costo unico per una pizza con bibita, ma una forbice sempre più ampia che riflette la trasformazione dell’offerta. Ancora Palermo è il caso più evidente, con prezzi che vanno da circa 9 fino a 28 euro, una differenza che supera il triplo. Anche Milano e Firenze mostrano dinamiche simili: nel capoluogo lombardo si passa da circa 8 a oltre 22,50 euro, mentre a Firenze da 8,50 a 20 euro.
In altri centri, invece, la situazione è più compatta. Reggio Calabria, oltre a essere tra le città più economiche, è anche quella con la minore escursione tra minimo e massimo, con uno scarto di appena 2 euro, segno di un’offerta meno segmentata.