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Parlano padre e figlio che hanno fermato El Koudri a Modena: “Ho detto vai, lui è andato e gli abbiamo tolto il coltello”

Il racconto di Osama Shalaby, muratore di 56 anni e del figlio 20enne Mohammed tra i primi a dare manforte a Luca Signorelli e disarmare Salim El Koudri il 31enne che ha investito volontariamente i passanti a Modena: “Non abbiamo avuto paura, siamo egiziani”
A cura di Antonio Palma
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Non solo Luca Signorelli, erano almeno in cinque le persone che hanno contribuito a fermare e bloccare Salim El Koudri il 31enne che ieri ha investito volontariamente i passanti a caso a Modena causando 8 feriti di cui alcuni gravissimi a cui è stato necessario amputare le gambe. C'è una foto scattata da altri passanti che li ritrae tutti insieme mentre tengono bloccato l'aggressore a terra in attesa dell'arrivo delle forze dell'ordine. Tra di loro alcuni cittadini pakistani che hanno negozi in zona e due immigrati egiziani, padre e figlio che sono stati tra i primi a dare manforte a Signorelli impegnato in una violenta colluttazione con il 31enne.

In quelle concitate fasi in cui Signorelli subisce le coltellate dell'aggressore che gli salta addosso, fortunatamente ferendolo in maniera non grave alla testa, essenziale è stato anche l'intervento di Osama Shalaby, muratore di 56 anni e del figlio 20enne Mohammed che si sono subito lanciati in aiuto di Signorelli riuscendo infine a disarmare l'aggressore portandogli via il coltello con cui stava colpendo l'uomo che lo aveva inseguito.

"Ho mandato mio figlio dietro a quel ragazzo. Gli ho detto: prendilo, prendilo! È lui è andato, lo ha bloccato e gli ha tolto il coltello, poi me lo ha dato e io l'ho gettato a terra" ha raccontato a Repubblica il muratore egiziano che da anni vive in Italia. È proprio il figlio quello che tiene El Koudri bloccato a terra con un ginocchio della foto diffuse sui social mentre lui è a qualche metro più in la, dietro Signorelli.

"Non abbiamo avuto paura, siamo egiziani, abbiamo paura solo di Dio. Fra gli stranieri c'è gente brava e gente cattiva, non c'entra, l'importante era fermare quell'uomo” ha affermato ancora il 56enne, che alle domande dei giornalisti ha risposto: "Spero che il mio gesto serva a qualcosa. Il nostro sogno è una casa popolare in cui vivere tutti insieme con la famiglia”.

Shalaby ha rivelato che la polizia lo aveva anche chiamato per partecipare all'incontro di domenica mattina con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la Premier Giorgia Meloni, che sono arrivati a Modena per visitare i feriti e ringraziare i cittadini che hanno fermato l'aggressore, ma che non ha potuto esserci.

Lo attendevano all'ospedale di Baggiovara dove oggi sono accorse tutte le autorità, ma lui non si è presentato perché non aveva nessuno che lo potesse accompagnare. "L'ospedale è lontano, io non ho la macchina e la domenica con gli autobus ci avrei messo molto tempo e quindi non sono andato" ha spiegato il 56enne rivelando però che i ringraziamenti potrebbero esserci in un successivo momento in un'altra cerimonia che sarà organizzata in città.

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