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9 Ottobre 2017
17:19

Novara, va a raccogliere castagne, ucciso da una fucilata: “C’erano cacciatori nella zona”

La tragedia si è consumata nel bosco tra Cavaglio d’Agogna e Ghemme. Un cacciatore ha sparato accidentalmente un colpo, ma non è stato ancora individuato. L’uomo lascia moglie e due figli.
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Probabilmente un colpo di fucile, partito per errore, ha tolto la vita a Gian Carlo Baragioli, 59 anni di Vicolungo, piccolo comune italiano della provincia di Novara. L'uomo aveva deciso di trascorrere una tranquilla domenica nei boschi tra Cavaglio d'Agogna e Ghemme. Un week end di ordinario riposo all'insegna della buona aria e alla ricerca delle castagne in collina con la moglie Alessandra. Purtroppo per lui nello stesso bosco erano presenti molti cacciatori impegnati in una battuta al cinghiale, accompagnati dai cani.

Proprio un cacciatore sentendo il rumore delle foglie che si spostavano ha creduto che quel cinghiale che tanto stava aspettando era arrivato. Ecco allora che ha preso la mira ed ha sparato. Gian Carlo Baragioli è stato colpito al torace, morendo sul colpo. La moglie Alessandra Parodi, disperata ha richiamato l'attenzione degli altri cacciatori ma nonostante i tentativi di soccorso l'uomo non ce l'ha fatta. Inutile l'intervento del 118.

I paramedici intervenuti sul posto non hanno potuto far altro che constatare il decesso. Sul posto sono intervenuti anche gli investigatori che hanno cercato di trovare indizi per capire chi abbia sparato. I carabinieri hanno fermato una decina di cacciatori per le verifiche. I loro fucili sono stati sequestrati e verranno sottoposti ad ulteriori controlli per capire se il proiettile che ha colpito al torace lo sfortunato Gian Carlo sia partito da una di quelle armi da fuoco.

Le persone finora individuate hanno negato di aver sparato. Il colpevole potrebbe essere scoperto dopo un attento esame dei tabulati dei cellulari agganciati ad ripetitore a meno di un chilometro di distanza. Secondo gli inquirenti, l'immediato decesso farebbe supporre che il colpo di fucile sia partito da un centinaio di metri di distanza. L'inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Francesca Celle. Fondamentale per l'indagine sarà l'esito dell'autopsia sulla vittima. Gian Carlo Baragioli lascia la moglie Alessandra, insegnante, il figlio Matteo di 20 anni e Chiara di 19.

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