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Nonna Rosina Carsetti uccisa a Montecassiano

Nonna Rosina uccisa dal nipote 20enne, pm: “Madre e figlio lo avevano premeditato da giorni”

Per la Procura di Macerata è stato il ventenne Enea Simonetti a soffocare la nonna Rosina Carsetti ma ad architettare tutto sarebbe stata la madre del giovane e figlia della vittima, Arianna Orazi. I due, finiti in carcere, sono accusati di concorso in omicidio volontario pluriaggravato dalla minorata difesa della vittima ma anche di premeditazione del delitto.
A cura di Antonio Palma
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È stato materialmente il nipote 20enne Enea Simonetti ad uccidere Rosina Carsetti, la 78enne ritrovata senza vita in casa sua a Montecassiano, in provincia di Macerata, la vigilia di Natale dello scorso anno. Ne sono convinti gli inquirenti della Procura marchigiana che questa mattina hanno richiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari l’arresto del ragazzo e della madre Arianna Orazi. I due, finiti in carcere, sono accusati di concorso in omicidio volontario pluriaggravato dalla minorata difesa della vittima ma anche di premeditazione del delitto.

Il giovane ha soffocato la nonna

Per la Procura di Macerata è stato il ventenne a soffocare la nonna, che è morta asfissiata dopo essere stata massacrata di botte, ma ad architettare tutto sarebbe stata la madre del giovane e figlia della vittima, Arianna Orazi. Per gli inquirenti infatti non ci sono dubbi sul fatto che non si sia trattato di un omicidio di impeto ma di un atto volontario e premeditato. Secondo la Procura sarebbe stata la figlia di Rosina la regista del delitto il cui movente sarebbe da ricercare nei rapporti deteriorati con la madre. Come ricostruito da alcune testimonianze, dopo che figlia e nipote erano tornati ad abitare con lei e il marito, la pensionata aveva raccontato di essere stata maltrattata tanto da rivolgersi, il 19 dicembre, a un centro anti-violenza. I familiari avrebbero registrato anche le sue telefonate e così sarebbero venuti a sapere che avrebbe incontrato un'avvocatessa il 29 dicembre. Da qui sarebbe maturata la decisione di uccidere la donna la vigilia di Natale. Nel delitto non sarebbe coinvolto direttamente il marito 79enne della vittima che non è stato arrestato ma risulta indagato perché avrebbe saputo del piano criminoso.

Finto furto per mascherare l'omicidio di Rosina Carsetti

Dello stesso piano farebbe parte anche la successiva messinscena del tentativo di furto andato male. “Non una messinscena attuata dopo un omicidio d'impeto, il tutto ha testimoniato una premeditazione elaborata dal 16 dicembre che si è realizzata il 24 dicembre” ha spiegato il procuratore di Macerata Giovanni Giorgio. Una data che gli inquirenti hanno ricostruito recuperando le chat su Instagram tra madre e figlio. "Raggiungimi a casa, ho iniziato a studiare il piano" è uno dei messaggi inviato a metà dicembre da Arianna Orazi al figlio Enea. In un'altra conversazione intercettata il nipote 20enne si ‘vanta' di aver mollato due schiaffoni al nonno per inscenarne l'aggressione da parte di un rapinatore e del "macello" fatto in camera per simulare il furto di 2mila euro che invece sarebbero stati trovati in una borsa dentro un'auto di famiglia. Secondo i familiari della donna, infatti la morte di Rosina era avvenuta durante una rapina messa a segno da uno sconosciuto entrato in casa nel pomeriggio della vigilia di Natale, che aveva immobilizzato Arianna e il padre, legandoli. Era stato Enea, nel loro racconto, a liberarli, al ritorno a casa, dove vivevano tutti insieme, dopo avere fatto la spesa.

Enea aveva accusato la mamma

In realtà la stessa sera Enea avrebbe ammesso con gli investigatori, come testimone e in spontanee dichiarazioni, che non vi era stata alcuna rapina, aggiungendo che, come ha riferito il Procuratore di Macerata Giovanni Giorgio, c'è era stato "un incidente mortale provocato dalla madre" e che aveva "aderito alla messinscena di nonno e madre per amore delle uniche persone a cui voleva bene". "Si era dichiarato estraneo all'omicidio" ma la procura ritiene sia stato lui a strozzare materialmente la nonna su regia della madre e con nonno consapevole. Il movente sarebbe da ricondurre a rapporti familiari deteriorati tra Rosina e la figlia e anche la volontà della vittima di separarsi dal marito. Madre e figlio sono ora in carcere. Lei a Villa Fastiggi, carcere femminile di Pesaro, lui nel carcere di Montacuto ad Ancona.

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