"Ci costi cinquemila euro l’anno". La consideravano un peso e per questo, secondo le ipotesi della procura, Arianna Orazi e il figlio Enea Simonetti si sarebbero liberati di Rosina Carsetti, 78 anni, rispettivamente mamma e nonna dei suoi carnefici. È quanto emerge da alcune scioccanti intercettazioni raccolte dagli inquirenti nell'ambito delle indagini per il delitto avvenuto la sera della vigilia di Natale a a Montecassiano (Macerata).

Avevano scoperto – le registravano le telefonate – che Rosi aveva contattato un centro antiviolenza per chiedere aiuto e avevano così deciso di agire. Un piano maturato nel tempo dopo un'escalation di maltrattamenti. L'avevano costretta a cedere metà della casa, privata del denaro e della possibilità di muoversi o comunicare liberamente. Rosina Carsetti, a detta di chi la conosceva, viveva da tempo un piccolo incubo domestico. Da quando la figlia Arianna, separata, era tornata a vivere nella villetta insieme al nipote ventenne Enea, colui che secondo le ricostruzioni delle indagini l'avrebbe massacrata il pomeriggio del 24 dicembre scorso, per poi inscenare una rapina in casa.

A ordire il piano, però, era stata la figlia Arianna Orazi, lo dimostrano le intercettazioni. Quando Enea è crollato davanti agli inquirenti e ha ammesso che si era trattato di ‘un incidente' e non di una rapina, come raccontato quella sera, lei lo ha rimproverato: "Non puoi dirgli che si è trattato di un incidente, uno strozzamento non si può far passare per incidente…". Nessuno poteva sapere in quei giorni che l'anziana era morta per asfissia né che era stata letteralmente massacrata –14 costole rotte– da un soggetto con la corporatura del nipote.

Avevano creduto che la responsabilità sarebbe potuta ricadere sull'anziano padre e nonno, Enrico Orazi, marito di Rosina che chiamavano "nonno Enrichetto, l’anello debole della vicenda". Una vicenda che, peraltro, era stata premeditata. A provarlo c'è anche la chat tra madre e figlio del 16 dicembre su Instagram, quella in cui la madre invita il figlio a tornare a casa perché ha "iniziato a studiare il piano".