La preoccupazione per il virus, il timore di poter contagiare qualcuno degli ospiti e dare il via a una strage, ma anche il timore di contagiare al ritorno a casa i propri familiari. Tutto questo ha rotto gli indugi degli 11 operatori sanitari, 6 OSS e 5 infermieri, che hanno scelto di vivere giorno e notte nella RSA Villa Santa Maria, il loro luogo di lavoro, insieme alle 12 suore e agli ospiti della struttura.

Così il 17 marzo, quando il presidente della Regione Molise Donato Toma dichiara Montenero di Bisaccia in provincia di Campobasso zona rossa, lo staff di Villa Santa Maria si riunisce e all'unanimità decidono per l'autoisolamento.

"Più importanti della nostra famiglia"

Una decisione impegnativa, perchè presa da uno staff che conta anche 4 madri al suo interno, che hanno lasciato a casa figli e mariti. "Mi manca moltissimo la mia famiglia, i miei figli – confessa Antonella Iadonato, una delle OSS di Villa Maria – ho fatto questa scelta per difendere i nostri nonni, i nostri anziani".

"La mia scelta è stata molto sofferta perchè ho lasciato i miei due figli a casa" – spiega Giuliana Del Gesso, anche lei OSS – "all'inizio è stata dura, ma poi giorno dopo giorno, sentendo che i miei figli se la stanno cavando bene mi sono tranquillizzata e sono orgogliosa della mia scelta".

"Anche io sono madre e ho lasciato due figlie a casa – racconta Esterina Mancini, altra OSS della struttura – e ho lasciato da mia sorella anche mia madre di 92 anni, non vedo l'ora di riabbracciarla, Alla fine i nostri ospiti si sono rivelati più importanti della nostra famiglia"

"I tamponi tutti negativi"

"Siamo un gruppo molto unito e la convivenza sta andando bene – racconta Giovanni Cutolo, coordinatore del team di OSS e Infermieri – anche il nostro rapporto con le suore è molto importante". "In un contesto così particolare – racconta Suor Valeria Valerio, direttrice di Villa Santa Margherita – non ci era mai capitato di viverlo ed è stato molto bello. Tenerli sempre in casa insieme è stata una bella esperienza per noi ma penso anche per loro". "Dal 22 al 24 aprile – prosegue Cutolo – la ASREM, l'azienda sanitaria della regione Molise ha effettuato i tamponi diagnostici qui per capire se c'erano dei contagiati. Dopo due giorni abbiamo ricevuto comunicazione che naturalmente tutti i tamponi erano risultati negativi".

"Anche per noi inizia la fase 2"

Nonostante però la zona rossa da Montenero di Bisaccia sia stata sciolta il 17 aprile, il sindaco del paese molisano Nicola Travaglini  impone l’obbligo, sia per i residenti che per chi proviene da altri comuni, di indossare le mascherine all’interno del territorio comunale fino al 3 maggio. Così Cutolo e gli altri operatori e infermieri non hanno dubbi. Non sciolgono la loro "clausura volontaria" e proseguono fino a oggi, arrivando a quasi 50 giorni di auto isolamento. "Sto organizzando, insieme ai miei collaboratori – dice Giovanni Cutolo – le procedure per il nostro ritorno alla normalità, seguendo le linee guida dell'Istituto Superiore della Sanità. Anche per noi inizia la fase 2".