Bardonecchia d'inverno di solito è un brulicare di attività, di preparativi, uno sciamare continuo di persone, ma anche qui che siamo in provincia di Torino, a qualche chilometro dal confine con la Francia, siamo in zona rossa. Così bar e ristoranti sono chiusi, negozi di abbigliamento pure e chi incontri per strada non è di buon umore.

La speranza di poter riaprire, grazie al probabile declassamento del Piemonte da zona rossa a zona arancione/gialla, qui in montagna si scontra con le discussioni che arrivano da Roma e da Parigi legate alla chiusura degli impianti di risalita. In questo angolo d'Italia le decisioni di Giuseppe Conte sono importanti tanto quanto quelle di Emmanuel Macron, che ha già dato ad intendere che si tornerà a inforcare gli sci dopo la pausa natalizia.

Questa però è un'economia legata tantissimo al Natale: "Qui i nostri incassi – mi racconta il Vice Sindaco Chiara Rossetti – si fanno al 50% durante il periodo di Natale. Abbiamo predisposto piani anti Covid che hanno già funzionato questa estate, lasciare gli impianti chiusi porterebbe tutti i turisti a creare assembramenti in città".

Il turismo di Bardonecchia infatti è molto residenziale, fatto dalle seconde case, per un paesino di montagna che durante la bassa stagione conta 3.000 residenti e in alta ne fa quasi 50.000. I commercianti del luogo prevedono che comunque la gente verrà. "Chi ama la montagna e ha una casa qui – spiega il Vice Sindaco – verrà comunque".

I maestri di sci, comunque vada, non hanno buone prospettive. "Ho idea che comunque la mia stagione sia rovinata – mi racconta Andrea, maestro di sci – eppure lo sci è lo sport più distanziato e anti-covid di tutti. Solo indossando gli sci sei distanziato dagli altri, figuriamoci con la mascherina"

"Abbiamo rinnovato tutto il sistema della biglietteria – mi spiega Enrico Rossi, responsabile commerciale di Colomion Spa, gestore di 22 impianti di risalita e di oltre 100km di piste da sci intorno a Bardonecchia – consentiremo di comprare gli skipass via app, attraverso delle casse automatiche… noi speriamo che ci sia ancora dello spazio per aprire, perchè basterebbe un protocollo ben fatto sugli accessi alla pista e sul distanziamento in coda per risolvere il problema del potenziale contagio".