Si è spento nelle scorse ore all'età di 84 anni padre Adolfo Nicolàs, ex Preposito Generale della Compagnia di Gesù, il cosiddetto "papa nero" dei Gesuiti. Nicolàs che aveva guidato la Compagnia di Gesù dal 2008 al 2016, è morto a Tokyo in Giappone dove da tempo si era trasferito dopo aver lasciato il prestigioso incarico con le dimissioni al compimento degli 80 anni. Dimissioni non scontate visto che la Compagnia di Gesù è l’unico ordine religioso della Chiesa nel quale il superiore viene eletto a vita come il pontefice da qui l'appellativo di "Papa nero". Nicolàs, malato da tempo, si era ritirato a vita privata e l'ultima sua uscita pubblica risale al novembre dell’anno scorso quando aveva voluto presenziare alla visita di Papa Francesco in Giappone per un abbraccio con quello che è diventato il primo Pontefice gesuita della storia della chiesa romana.

Proprio all’Asia e in particolare al Giappone era molto legato sia per il suo percorso di studi che per quello pastorale. Nato a Villamuriel de Cerrato, in Spagna, il 29 aprile del 1936 e laureato all'Università Gregoriana, padre Nicolás era entrato nel 1953 nel noviziato di Aranjuez della provincia Toletana ma aveva studiato teologia a Tokyo dal 1964 al 1968. Proprio nella capitale nipponica, venne ordinato sacerdote nel 1967. Gban parte della sua vita l'ha vissuta proprio in Asia  diventando professore di Teologia Sistematica alla Sophia University di Tokyo e poi direttore dell'Istituto Pastorale di Manila, nelle Filippine. Dal 1991 al 1993 è stato rettore dello Scolasticato di Tokyo. Dal 1993 al 1999 infine  provinciale della Provincia dei gesuiti del Giappone e poi  trentesimo superiore generale il 19 gennaio 2008, succedendo all'olandese padre Peter Hans Kolvenbach.

"Non siamo una Chiesa parallela e non siamo una Chiesa nella Chiesa: siamo parte della Chiesa, un piccolo gruppo che cerca di servire. Abbiamo voluto riaffermare questo. Questo è essenziale nella nostra vocazione. Quindi, naturalmente abbiamo voluto riaffermare la comunione con il Pontefice. Perché l’abbiamo fatto così esplicitamente? Perché qualcuno nella Chiesa si pensa che noi non siamo così leali, così obbedienti. Credo che questo sia inevitabile. Per me non è un problema che la gente pensi così. Sarebbe un problema se questo corrispondesse al vero” aveva dichiarato poco dopo aver assunto la guida dei Gesuiti. "Non dimenticheremo mai due parole che padre Nicolás ripeteva costantemente e che sono state per noi di ispirazione nel rinnovamento della Compagnia: ‘universalità' (della nostra vocazione emissione) e ‘profondità' (spirituale e intellettuale, nell’ambito delle nostre missioni)" ha scritto il suo successore, il gesuita venezuelano, padre Arturo Sosa Abascal.