Padre Eugenio Melandri è morto a Ravenna all’età di settantuno anni, solo pochi giorni dopo che era tornato a tutti gli effetti a essere un sacerdote. Eugenio Melandri è il “prete rosso” sospeso a divinis 28 anni fa dopo la sua candidatura alle Europee del 1989 con Democrazia Proletaria (fu poi rieletto con Rifondazione Comunista) e che appunto, dopo molti anni, era stato riaccolto dalla Chiesa alcune settimane fa. Da tempo padre Eugenio Melandri era malato e quella malattia lo ha stroncato nella giornata di domenica. A dar notizia della sua scomparsa a Ravenna è la stampa locale: il prete è morto nella mattinata di ieri all’ospedale Santa Maria delle Croci dove era stato ricoverato nella notte tra mercoledì e giovedì per l’aggravarsi delle sue condizioni. Solo pochi giorni fa, domenica 20 ottobre, il prete era tornato a celebrare l'Eucarestia: il religioso era apparso molto debole e sorretto dai confratelli durante la funzione, all'Istituto Saveriano di San Pietro in Vincoli (Ravenna).

Chi era il "prete rosso" Eugenio Melandri – Esponente di spicco del mondo pacifista e non violento, padre Eugenio Melandri è stato anche direttore del mensile “Missione Oggi”, uno dei primi promotori del movimento antirazzista e fondatore con Dino Frisullo dell'associazione Senza Confine. Lui stesso, il mese scorso, aveva annunciato su Facebook che l'arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi aveva deciso di incardinarlo nel clero petroniano. Il via libera era arrivato dalla Congregazione per il clero, presieduta dal cardinale Beniamino Stella, che aveva archiviato la misura punitiva nei suoi confronti.

Il ricordo – Diversi i ricordi, affidati ai social, di padre Eugenio Melandri. Tra gli altri lo ha ricordato l’ex collega in parlamento Gianfranco Bettin, che ha pubblicato una foto del 1992: “Ho condiviso un po' di strada con lui, in varie circostanze, tutte molto intense, animate dal suo spirito semplice e profondo, energico e ispirato. Addio padre Eugenio, indimenticabile preziosa guida e compagno di strada”.