Un caso di meningite è stato segnalato a Forlimpopoli, in provincia di Forlì-Cesena, in Emilia Romagna. Si tratta di un uomo di 61 anni ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale Morgagni-Pierantoni di Vecchiazzano, dove verserebbe in gravi condizioni. L'uomo sarebbe arrivato al pronto soccorso lamentando sintomi tipici della patologia, come febbre alta e mal di testa. Come da protocollo è subito scattata la profilassi antibiotica per tutti coloro che abbiano avuto col paziente contatti diretti, in modo particolare i famigliari. "L’Ausl ha proceduto, come avviene in questi casi – ha spiegato il sindaco di Forlimpopoli al Resto del CarlinoMilena Garavini -, a ricostruire i movimenti dell’uomo nei giorni precedenti il ricovero e individuare le persone che erano entrate in stretto contatto con lui per poter procedere con la profilassi del caso". Sempre dall'Ausl hanno poi fatto sapere che "l'uomo aveva fatto vari movimenti nei giorni precedenti, entrando in diversi locali e anche nella Casa della Salute cittadina. Tutte le persone che sono entrate in contatto con lui, compresi i familiari, sono stati informati sulla malattia e gli è stata consigliata la profilassi antibiotica. Antibiotici che possono essere ritirati presso le le nostre stesse strutture".

In giornata dovrebbero arrivare i risultati delle analisi per capire di che tipo di meningite di tratti. Inoltre, non è questa la prima volta che proprio nel forlivese si verifica un evento simile. L'ultimo caso, in ordine temporale, risale allo scorso agosto, quando un 56enne colto da una forma di meningite fulminante era deceduto alcune ore dopo essersi recato al pronto soccorso dell'ospedale della città romagnola. Si ricordi che     la meningite da meningococco, quella più diffusa, è contagiosa tramite le secrezioni di naso e faringe e si può perciò trasmettere tramite tosse, starnuti o semplicemente parlando. Tra i primi sintomi ci sono febbre, mal di testa, irritabilità, scarsa reattività, sonnolenza insolita, rigidità del collo. Il periodo di incubazione può variare dai 3 ai 10 giorni, per questo motivo sono stati ricostruiti gli spostamenti del paziente della settimana precedente al ricovero.