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L'omicidio di Melania Rea

Melania Rea: il giallo dei soldi scomparsi dal conto di Parolisi

Dal conto dell’ex caporalmaggiore accusato di aver ucciso sua moglie sarebbero scomparsi circa 130mila euro, soldi che, nel corso del processo d’appello, sono stati al centro di un botta e risposta tra gli avvocati dell’imputato e quelli della famiglia Rea.
A cura di Susanna Picone
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È andata in scena ieri la prima udienza del secondo capitolo giudiziario relativo all’omicidio di Melania Rea, la giovane di Somma Vesuviana (Napoli) per il cui delitto è stato condannato in primo grado il marito Salvatore Parolisi. Ieri a L’Aquila è stata chiesta la conferma dell’ergastolo con tutte le aggravanti per l’ex caporalmaggiore. La prima udienza in corte d’Assise d’appello è terminata intorno alle 17.45, ora il processo si aggiornerà venerdì quando toccherà alla difesa dell’imputato cercare di cambiare la sentenza di primo grado. E forse già il prossimo lunedì potrebbe arrivare la sentenza. Ma intanto, nel corso dell’udienza, si è tornati a parlare anche di quei soldi che sarebbero scomparsi dal conto di Salvatore Parolisi. I legali dell’imputato e quelli della famiglia Rea hanno fatto riferimento a quei 130mila euro spariti: l’avvocato Mauro Gionni ha spiegato che la famiglia Rea ha presentato una denuncia e che la procura di Napoli sta indagando sul fatto se questi soldi siano stati spesi prima o dopo la sentenza di primo grado.

Botta e risposta tra i legali a L’Aquila – In primo grado Parolisi è stato infatti condannato all’ergastolo ma anche al pagamento di un milione di euro destinati a sua figlia Vittoria. “Se i soldi sono stati spesi prima della sentenza non è reato se dopo c'è il reato di sottrazione – ha spiegato ancora Gionni – comunque resta il fatto che non è stato pagato alcun anticipo della provvisionale, neppure sul residuo sul conto”. Uno dei legali di Parolisi, Nicodemo Gentile, avrebbe replicato affermando che non ci sono prove né sottrazione né prima, né dopo la sentenza e non ci sono neppure prove che Parolisi non abbia pagato la provvisionale. Sulla possibilità che con i soldi scomparsi sia stata pagata la parcella dei legali, Gentile avrebbe anche spiegato – lo riporta Il Mattino – che “sarebbe una cosa giusto visto che sono due anni e mezzo che lo difendiamo”.

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