Quarantatré anni dopo la scomparsa del piccolo Mauro Romano, un uomo stato indagato per omicidio e occultamento di cadavere. A. S. 69 anni, già accusato di aver molestato sessualmente 17 minori tra bambini e ragazzi è l'uomo su cui la Procura di Lecce ha puntato i propri sospetti per l'omicidio del piccolo Mauro. A. S., peraltro, era già comparso nelle indagini sul caso Romano per aver tentato di estorcere soldi a Natale e Bianca, i genitori dela bimbo rapito da Racale (Lecce) il 21 giugno del 77. "Trenta milioni se no lo sevizio e uccido", minacciava al telefono i genitori all'indomani della scomparsa di Mauro. Furono svariate le telefonate con richieste estorsive, tanto che gli inquirenti riuscirono a identificarne l'autore, A. S., accusandolo di tentata truffa aggravata nei confronti dei Romano. Fu considerato solo uno sciacallo, scontò la pena e uscì dall'inchiesta per 40 anni, fino a quando l'indagine per pedopornografia non ha riacceso i riflettori su di lui.  È stato allora che, su richiesta di Bianca e Romano, la Procura di Lecce ha riaperto le indagini a suo carico.

I fatti risalgono al 21 giugno 1977, quando, al ritorno di un viaggio a Napoli per partecipare al funerale del papà di Natale, la coppia scopre che uno dei loro quattro figli è scomparso. Il piccolo giocava a nascondino con altri bambini nel cortile della casa dei nonni quando qualcuno lo ha portato via. Si pensa a un rapimento a scopo di estorsione e, infatti, uno sconosciuto telefonista fa capolino sulla scena: S.A. l'attuale indagato, afferma di aver Mauro con sé e chiede 30 milioni per riconsegnarlo alla famiglia. Si rivelerà un tentativo di truffa e tutte le piste percorse dagli inquirenti finiranno in un vicolo cieco, una dopo l'altra. Nel 2012 anche un esposto della famiglia contro un ex confratello della loro chiesa, quella dei Testimoni di Geova, verrà archiviato. Il confratello aveva rivelato ai genitori di aver visto il bimbo che veniva portato via, mentre urlava ‘mamma', salvo poi ritrattare tutto.