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7 Dicembre 2020
17:50

Massa Carrara, speculavano su accoglienza a minori e famiglie disagiate: 8 arresti, anche un sindaco

Gli indagati avrebbero speculato sull’accoglienza di minori e persone disagiate attraverso la “metodica assunzione di parenti e amici di funzionari pubblici, tra cui quelli addetti al controllo del settore”. Le indagini hanno fatto emergere “gravissime violazioni degli standard minimi richiesti, consistenti, ad esempio, nel somministrare agli utenti – anche minori – cibo di scarsa qualità e in quantità insufficienti”.
A cura di Davide Falcioni
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Avrebbero lucrato grazie alla gestione di strutture protette per minori e case di accoglienza per famiglie disagiate, presenti soprattutto in Lunigiana, dando vita nel contempo a un "sistema corruttivo" che prevedeva "la metodica assunzione di parenti e amici di funzionari pubblici, tra cui quelli addetti al controllo del settore", per eludere le ispezioni. È quanto ha accertato l'operazione denominata "Accoglienza" coordinata dalla Procura di Massa (pm Alessia Iacopini), che oggi ha portato all'esecuzione, da parte dei carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Massa, di decine di perquisizioni e otto misure cautelari degli arresti domiciliari per i reati di corruzione e di traffico di influenze illecite.

In manette sono finiti P.G., responsabile del Centro Affidi dei Servizi Sociali per il Comune di Massa; R.V., responsabile della Commissione Multidisciplinare della Asl Distretto della Lunigiana e direttore della Società della Salute della Lunigiana; F.A.B., sindaco del Comune di Villafranca in Lunigiana (Ms); M.M., all'epoca dei fatti dipendente pubblico responsabile dell'Ufficio Suap unificato per i Comuni della Lunigiana; R.R., all'epoca dei fatti giudice onorario presso il Tribunale per i Minori di Firenze; A.Z., E.B., T.P., dirigenti della cooperativa Serinper. Nell'inchiesta risultano indagati, tra gli altri, M.P., consigliere comunale di Montignoso (Ms), e il sindaco di Montignoso G.L..

L'inchiesta ha svelato un collaudato sistema organizzato dai dirigenti della cooperativa Serinper, società che gestisce un alto numero di strutture protette per l'accoglienza di minori e nuclei familiari disagiati, basato "sulla metodica assunzione di parenti e amici di funzionari pubblici, tra cui quelli addetti al controllo del settore, e di coloro che, per qualche ragione, erano reputati ‘utili alla causa'". Secondo gli inquirenti tale sistema corruttivo, "oltre a creare una commistione tra controllore e controllato", ha consentito ai dirigenti della Serinper di ottenere "innumerevoli vantaggi, quali l'accumulo di ingenti profitti economici massimizzati dall'inserimento di utenti all'interno delle strutture in numero notevolmente superiore a quello consentito per legge, e dalla sistematica elusione dell'osservanza degli obblighi contrattuali stipulati con i vari enti della pubblica amministrazione".

Le indagini hanno fatto emergere "gravissime violazioni degli standard minimi richiesti, consistenti, ad esempio, nel somministrare agli utenti – anche minori – cibo di scarsa qualità e in quantità insufficienti, nel non garantire condizioni igienico-sanitarie adeguate e assistenza di personale qualificato, nel far dormire i minori in giacigli di fortuna, nonché nel vessarli con continue minacce e sottoporli a manovre di costrizione fisica denominati ‘contenimento'. Il tutto, approfittando, da un lato, del fatto che i soggetti preposti al controllo erano stati corrotti dai gestori con assunzioni ‘di comodo' e, dall'altro, della situazione di debolezza degli utenti, impossibilitati a ribellarsi ed esplicitamente minacciati, nel caso avessero denunciato queste gravissime condotte, di ritorsioni". In base al meccanismo accertato, le società controllate dagli investigatori hanno visto "negli anni moltiplicarsi il proprio volume di affari ed i relativi introiti costituiti integralmente dal pagamento di rette direttamente da parte di Enti pubblici. Più in particolare, la cooperativa Serinper, che nell'anno 2011 aveva dichiarato redditi per circa 200 mila euro ha, nell'anno 2017, portato i propri ricavi a 2.740.000,00, aumentandoli così di circa tredici volte".

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