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1 Luglio 2021
14:10

Malika Chalhy, la Mercedes e le bugie: “Chiedo scusa, sto ricevendo una valanga di messaggi d’odio”

“Sto ricevendo una valanga di insulti. La cosa che mi fa più male è l’idea di aver deluso chi mi ha aiutata. Dove ho sbagliato chiedo scusa, ma la Mercedes è di seconda mano e mi serve per spostarmi, i soldi della raccolta fondi li sto spendendo anche per molte altre cose”. Parla Malika Chalhy, la ragazza cacciata di casa dai genitori perché omosessuale, nell’occhio del ciclone dopo aver ammesso di avere comprato una Mercedes per “togliersi uno sfizio”. Abbiamo chiesto a Malika di fare chiarezza su come sta spendendo e intende spendere i soldi che le sono stati donati per costruirsi un futuro dopo le pesanti discriminazioni da parte della sua famiglia.
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Malika Chalhy, la ragazza cacciata di casa dai genitori perché omosessuale sulla cui storia Fanpage.it ha fatto un servizio il 9 aprile, è nell'occhio del ciclone dopo alcuni articoli di stampa che chiedono conto a Malika di una Mercedes comprata con i soldi della raccolta fondi aperta in suo sostegno. Su quella macchina Malika aveva inizialmente mentito, sostenendo che appartenesse alla fidanzata, Camilla, per poi ammettere che in realtà l'auto non era della fidanzata ma era "uno sfizio che voleva togliersi".

Questa frase ha scatenato un'ondata di odio nei confronti della giovane di segno uguale e opposto a quella di solidarietà di tre mesi fa, sebbene GoFundMe abbia poi fatto sapere che la raccolta fondi e l'uso che Malika ha fatto delle donazioni è assolutamente legittimo.

Malika, perché queste bugie? Cosa sta succedendo?

"Sto ricevendo una valanga di messaggi di odio sia sui social sia per messaggio. Onestamente non mi aspettavo così tanta cattiveria, soprattutto da parte delle persone che prima mi hanno aiutata. La cosa che mi fa più male di tutte, però, è il pensiero di averli delusi. Chiedo scusa, dovevo essere più chiara fin da subito. Però non penso di aver fatto del male a qualcuno, ho agito senza malizia né cattiveria".

Parliamo di questa storia della Mercedes. Quanto hai speso per acquistarla? Era necessaria?

"Quando io e Camilla abbiamo trovato casa a Milano abbiamo deciso di comprare un'altra macchina perché la mia non stava più in piedi. Ho dato la mia in permuta e ho acquistato una Mercedes di seconda mano con 70mila chilometri. L'ho pagata 17.000 euro (non mostra fattura del saldo finale, ndr). Avrei potuto spenderli per comprare un'utilitaria, ma ho pensato che non avrei speso molto di meno tra costi di carrozzeria e dovendola cambiare magari tra qualche anno. In quel momento avevo la disponibilità economica e l'ho sfruttata. Probabilmente l'ho fatto nel momento sbagliato, me ne rendo conto".

Come hai speso e come stai spendendo i soldi che ti sono stati donati?

"Non mi sono solo comprata una macchina con i soldi che ho ricevuto. Ho fatto anche beneficenza e continuo a farla, mi sono pagata le spese legali, lo psicologo, il dentista, l'affitto. Ho riempito con qualche arredo la casa che condivido con Camilla. Ripeto, non era il momento di comprare anche l'auto. Ma dopo l'inferno che ho passato e con il dono meraviglioso che ho ricevuto da parte dalle tante persone che hanno voluto aiutarmi, mi sono fatta questo regalo. Mi dispiace se così facendo ho deluso tutti, davvero".

Perché hai mentito sulla provenienza dell'auto?

"Perché ero sotto pressione, da un momento all'altro sono stata catapultata in un meccanismo più grande di me. Mi cercava mezza Italia, decine di manager, tv, radio… sono stata travolta, chiedo scusa".

Le persone che ti seguono e che ti hanno aiutata sperano semplicemente di vederti usare quei soldi per costruirti un futuro. Che ne è del piano di iscriverti all'Università?

"Da quando ho ricevuto gli aiuti non ho mai smesso di cercare lavoro. Sto mandando cv su cv, per ora nessuna candidatura ha avuto un esito positivo. Per quanto riguarda gli studi, vorrei iscrivermi a un corso online di giurisprudenza".

Per quali posizioni ti sei candidata?

"Una è per un'agenzia di assicurazioni, l'altra come segretaria in un ufficio marketing. Non sto facendo la bella vita, contrariamente a quello di cui mi accusano".

Per quanto riguarda la beneficenza, ci puoi spiegare quali sono gli enti e/o le cause a cui hai donato e a cui intendi donare?

"Allora, in tutto io ho speso 55mila euro dei 140mila della raccolta fondi, e 14mila li ho dati in beneficenza (Fanpage ha visionato alcune ricevute di bonifico datate oggi, ndr). Ho donato a diverse cause che mi stavano a cuore tra cui l'Associazione Michaela Binato, per la ragazza di 28 anni che si trova in coma vegetativo. Ho parlato con la madre di Michaela, che mi ha detto quanto vorrebbe avere avere la possibilità di accettare l'orientamento sessuale di sua figlia, lei che ha una figlia intrappolata in un letto. Ho donato anche alla fondazione Nadia Toffa e al centro antiviolenza Lilith donna, che è quello che mi ha seguita quando sono stata cacciata di casa dai miei genitori. Poi ho partecipato ad alcune raccolte fondi per delle cause che mi stavano a cuore quali gli sfratti e le morti sul lavoro".

E tutta la questione sulla Boldrini? Perché hai detto di essere in procinto di fondare un'associazione con lei se non era vero?

"Io non ho mai detto di averle chiesto di fare un'associazione! Riformulo: non sono stata io a dirlo. La mia agenzia aveva espresso il desiderio di consultare la Boldrini per aprire un'associazione a favore dei ragazzi discriminati. Si trattava però solo di un consulto, visto che la Boldrini mi aveva telefonato e si era interessata alla mia causa".

Malika, pensi di aver sbagliato qualcosa nel tuo comportamento?

"Penso di essere stata molto ingenua. Sono una ragazza di 22 anni uscita da un periodo orribile, con tante mancanze e senza punti di riferimento di adulti. Le persone che mi hanno aiutata sia coi gesti sia con le parole, sono diventate la famiglia che non ho mai avuto. Averli delusi mi fa malissimo, è la cosa peggiore che potesse capitarmi in questo momento. Spero però che una macchina non cancelli tutto quello che di buono credo di aver fatto in questi mesi, il mio attivismo, la beneficenza e l'aiuto che ho provato a dare a tanti ragazzi e ragazze che mi hanno scritto e che si trovano nella mia stessa situazione. Spero che questo errore non cancelli tutto il resto".

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